31 dicembre 2015 | 15:00

In 10 anni la spesa delle famiglie italiane per il canone Rai e i quotidiani è aumentata del 12%. Bene le pay-tv che crescono del 116% dal 2011

(AGI) Il canone Rai, da settembre 2011 a settembre 2015 è cresciuto del 2,7% mentre gli incrementi maggiori si registrano per le pay-tv (+115,9%) e i quotidiani (+22,2%). Entrando nel dettaglio delle singole realtà editoriali, l’Osservatorio sulle Comunicazioni sottolinea come Rcs Mediagroup e il Gruppo Editoriale L’Espresso mantengano una posizione di leadership nella vendita di quotidiani, mentre si registra, rispetto a giugno 2014, una leggera riduzione nella quota di copie vendute degli altri editori.

Prendendo come riferimento il Sic (Sistema Integrato delle Comunicazioni), l’Agcom afferma che nel 2014 il gruppo Sky si rafforza sul fronte dei ricavi raggiungendo il 15,7% e diventando il principale soggetto; Fininvest, dopo il massimo raggiunto nel 2011 (16,6%) si posiziona al 14,7%; segue la Rai che scende al 13,5% per effetto sia della riduzione degli introiti pubblicitari che di quelli derivanti dal canone; continua infine a registrare una riduzione il peso delle due principali imprese del’editoria quotidiana e periodica, Rcs Mediagroup e il Gruppo Editoriale L’Espresso.

Nel complesso i due operatori ammontano al 6,3% delle risorse del Sistema delle Comunicazioni. La spesa delle famiglie per il canone Tv e l’acquisto di quotidiani e periodici è aumentata in dieci anni (dal 2004 al 2014) di poco più del 12%. Tuttavia dal 2008-2010, anni in cui la spesa ha raggiunto il suo picco, si registra un calo. (AGI, 31 dicembre 2015)

Il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)