04 gennaio 2016 | 10:40

Stampa scatenata dopo il disastroso Capodanno Rai. Dall’Osservatore Romano (“fuori controllo”) a Freccero e gli ultras renziani, dall’esposto Codacons al bestemmiatore (“ero teso per il cane”)

Dieci righe e un titolo lapidario ‘Fuori controllo’, pubblicati l’altro ieri  dall’Osservatore Romano hanno fatto diventare un caso politico e sociale le critiche scatenate contro la Rai sui social network per la bestemmia passata tra le centinaia di sms pubblicati durante la maratona di Capodanno e l’anticipo di 40 secondi dei festeggiamenti per l’inizio dell’ anno nuovo. Rai colpevole di sciatteria ma soprattutto troppo poco consapevole dei rischi che comportano i sistemi di informazione digitale in diretta.
I politici del centro destra colgono la palla al balzo per mettere la nuova dirigenza Rai di investitura renziana sulla graticola. Per i giornali e’ l’occasione ghiotta per esercitarsi a fare previsioni sul giro di poltrone che dovrebbe scattare dopo l’attribuzione dei poteri di amministratore delegato al direttore generale (prima va modificato lo statuto dell’azienda). Per Antonio Campo Dall’Orto la constatazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, della necessita’ di una riorganizzazione profonda dell’azienda prima di affrontare il progetto della media company.

E alcuni stralci degli articoli piu’ interessanti di varie testate pubblicati tra ieri e oggi.

Osservatore Romano 

Brindisi anticipato, il finale di Star wars rivelato, parolacce e addirittura una bestemmia. Tutto in diretta. Non è stato certo un Capodanno tranquillo quello della Rai. La maratona di cinque ore sulla prima rete intitolata ‘l’anno che verrà” ha registrato non solo il record degli ascolti, ma anche quello degli incidenti. Il fatto più grave è che in alcuni sms ritrasmessi in video sono comparse imprecazioni e una bestemmia, al punto da costringere viale Mazzini alle pubbliche scuse. La bestemmia con l’alibi dello share. L’inconveniente, se così si può definire, sarebbe stato causato da ‘un errore umano’ il cui ‘responsabile e’ stato sospeso. Ma l”errore umano – chiosa il giornale diretto da Giovanni Maria Vian – rivela che agli occhi di molti, anche adibiti al controllo degli sms inviati, la bestemmia ormai è considerata irrilevante, se non accettabile. E l’episodio mostra come la televisione, pubblica o privata che sia, per acquisire una dimensione social a tutti i costi rischi di divenire uno strumento fuori controllo. Con l’alibi dello share.

Corriere (3.1.2016)
Nei corridoi in scena lo scaricabarile Duello virtuale tra Leone e De Siervo

Siamo messi così: per Raiuno è colpa di Rai Com, per Rai Com è colpa di Raiuno. Benvenuti alle Olimpiadi invernali di Scaricabarile, inaugurate con il pirotecnico show di Capodanno, in cui la bestemmia camuffata tra gli auguri e il brindisi frettoloso hanno fatto più rumore dei botti di buon 2016. Ormai il guaio è fatto, nessuno però, figurati tu, offre di sua sponte la propria testa al dg Antonio Campo Dall’Orto che, sul doppio pasticcio, ha ordinato indagini interne. «Sì, ma a babbo morto», segnala l’anonimo frequentatore dei corridoi di Viale Mazzini, che non manca mai in ogni tregenda tv. Secondo la divisione commerciale, a tradire per primo è stato il software di Telecom, impostato per riconoscere le parolacce e che invece ha fallito sul più bello, ingannato dalle troppe «o» nell’imprecazione. Poi certo, l’operatore che doveva controllare gli sms ci ha messo del suo, difatti è stato sospeso, ma non ci sta a passare per l’unico colpevole: «Non è giusto che debba pagare solo io». Quello che sostiene Rai Com è che l’ultima verifica sui testi fosse compito della redazione dello show «come avviene in tutte le trasmissioni, c’è scritto pure sul regolamento». Da Raiuno negano con decisione e rimandano l’accusa al mittente: «Dovevate pensarci voi, che colpa abbiamo noi».

Repubblica.it (3.1.2016)
Francesco C.: “Io, un tecnico, l’unico sotto processo”

“E’ inspiegabile che sia finito sotto processo soltanto io. Sono rimasto schiacciato tra due responsabilità che non mi appartengono. Davanti, avrei dovuto essere protetto dal software di Telecom, che chiaramente non ha funzionato. Dietro di me doveva esserci una struttura editoriale, almeno un giornalista. Come si fa a lasciare tutto in mano a un team commerciale”. Francesco C., tecnico di Rai Com, addetto al controllo, inquadrato nel settore commerciale, dopo una giornata passata nel salotto-bunker a leggere la lettera di contestazione degli avvocati Rai, sceglie di sfogarsi. È accusato di omissione di controllo: la bestemmia in sovrimpressione durante la trasmissione “L’Anno che verrà” è scappata al suo staff. “Ho fatto un errore, posso dire anche grave. Meglio, abbiamo fatto un errore e me ne prendo tutta la responsabilità. Per almeno tre ore ho tolto dal video cento sms impresentabili: insulti, cori razzisti, inni alla jihad e decine di bestemmie, il centunesimo c’è scappato”. È scappato a lei? “È scappato al team, ma io lo guido e mi prendo la colpa”. Stanchezza, disattenzione, una mole di sms eccessiva? “Tutto questo, certo. È la prima volta che ci capita. Ma è anche la prima volta che scopro che dietro di me non c’è il controllo previsto. Un desk di giornalisti. Il terzo livello di verifica è saltato e adesso tutti giocano a scaricare la responsabilità su di me. Fuggi fuggi, sono basito”. Che cosa rischia adesso? “Non sono preoccupato per il posto di lavoro, in cinque anni non ho mai fatto una sbavatura. Mi sono abituato a lavorare sotto pressione. Credo che la sanzione massima sia la sospensione per dieci giorni, accetterò quello che sarà deciso”. Ha un senso continuare con gli sms di massa in diretta tv, rischiare ogni volta l’incidente? “Finora eravamo riusciti a evitare guai. In Rai considerano questo aspetto dell’intrattenimento importante, irrinunciabile. Deciderà gente più importante di me”.

Corriere della Sera (3.1.2016)
di Pierluigi Battista –  Il volto sfilacciato della nazione

M ancavano soltanto pochi secondi, anzi, mancava soltanto un minuto e pochi secondi all’arrivo del 2016 e la Rai ha fatto il botto. Non i soliti botti di Capodanno, la solita gara festosa di stappamenti sincronizzati di spumante, ma il botto di una Rai sfortunata, caotica, gaffeur, scombinata. Allo sbando, per quel minuto maledetto che ha anticipato di soppiatto l’ingresso del nuovo anno per un errore di calcolo. Allo sbando orario. Non lo sbando alcolico del cenone. Ma lo sbando di un’azienda di Stato che percepisce il canone e che non può permettersi, per disorganizzazione e per smania di incassi, di esibire il suo lato più trash. E ora, per quel minuto divorato con sciatteria, la Rai è diventata un caso nazionale. Anzi, da ieri pure internazionale con l’intervento severo dell’ Osservatore Romano , giornale dello Stato vaticano. E si sa quanto, oltreTevere, si guardi con sollecita preoccupazione alle faccende di Raiuno. Dove, per sciatteria ripetuta, hanno mandato in onda pure una bestemmia. E passi per la rivelazione del finale di Star Wars , ultimo sfregio di una serata da Peter Sellers in Hollywood Party . Ma una bestemmia, addirittura! Su Raiuno, addirittura! Peggio, molto peggio del minuto rosicchiato agli orologi d’Italia.Ora, un errore è sempre possibile, persino mandare in onda il segnale orario sbagliato quando gli italiani si aggrappano a quel segnale orario per declamare tutti insieme il conto alla rovescia e fare il brindisi a mezzanotte in punto. Però la Rai rivendica il suo ruolo di servizio pubblico. In nome del quale percepisce un canone che gli italiani devono pagare obbligatoriamente e tra poco, minuto più minuto meno, se lo troveranno nella bolletta elettrica. Dunque non è lecito che si possa comportare come la più scalcinata delle tv locali. Dicono che quella bestemmia è passata perché ogni messaggio in tv erano soldi che entravano: ma il servizio pubblico? Dicono addirittura che qualcuno abbia ritoccato dolosamente il segnale orario per sgambettare la concorrenza, come si fa quando, nelle giornate elettorali, si divulgano con qualche secondo di anticipo i primi exit poll sotto embargo: ma il servizio pubblico? Ecco, è per questa locuzione usurata, «servizio pubblico», che la notte Rai di Capodanno può diventare un caso politico per giorni e giorni. Un «servizio pubblico» può trasferire per giorni e giorni centinaia di persone a Matera, come scrive su queste colonne Paolo Conti, facendo un uso discutibile delle risorse di cui dispone anche grazie al pagamento obbligatorio del canone? Un servizio pubblico può affidarsi ai «filtri esterni», come denuncia lo stesso direttore generale Antonio Campo dall’Orto, cioè, presumibilmente, a produzioni non interne, quando poi i «filtri interni» rimangono inutilizzati con spreco ulteriore delle risorse pubbliche. Ecco, la Rai, quella che nella retorica nazionale viene ripetutamente definita la «più grande industria culturale del Paese» non può sbagliare così grossolanamente confondendo audience e servizio pubblico, impazzendo dietro giochetti ed espedienti da tv commerciale del tutto legittimi in qualunque azienda sul mercato tranne in quella che con il canone non si può definire una semplice azienda sul mercato. Sei la «più grande industria culturale del Paese»? Allora non puoi proprio mettere l’orologio un minuto avanti, devi stare attento affinché non passino bestemmie in sovrimpressione (povero Leopoldo Mastelloni, che si giocò una carriera) e non solo perché altrimenti ti attacca l’ Osservatore Romano . Certo, fare lo spoiler sul finale di Star Wars ha pure un suo perché beffardo e malandrino. Ma mancare per pochi secondi l’appuntamento, che è fatto di secondi fatali, è davvero imperdonabile. Percepisci il canone? Te lo devi meritare, non puoi rispecchiare il volto più caotico e sfilacciato della Nazione. Prima che arrivi il 2017, anche se in anticipo di un minuto.

La Stampa (4.1.2016)
Freccero: gli ultras renziani volevano un pretesto per la poltrona di Raiuno 

«La verità è che questo incidente ha creato l’occasione per scoperchiare ciò che covava sotto la polvere in Rai: una grossa guerra di potere per posti e poltrone, e un bivio per Campo Dall’Orto: vuole essere un direttore generale modernizzatore, che adegua la Rai alla complessità mediologica della contemporaneità, o è solo un poveretto che lottizzerà, perché è giovane, vuole fare carriera e deve tenersi buoni gli ultras renziani come Anzaldi e compagnia?» Se volete una lettura senza infingimenti di ciò che sta dietro lo scandalo di Capodanno sulla Rai dovete rivolgervi a Carlo Freccero. Cos’è successo davvero in questa storia? Cosa c’è dietro questa sollevazione così estesa per due pur indiscutibili errori aziendali? «La riforma Renzi è ambigua: da un lato dà tutto il potere al super amministratore, e lo toglie alla politica, che ha solo il potere di nominare questo dg. Ma dall’altro, questo amministratore ha a che fare con un partito unico, e se si fa condizionare, la politica è ancora più forte di prima». Questo come c’entra col caso di una trasmissione sciatta, che sbaglia l’ora di capodanno, e fa uscire messaggi volgari e bestemmie? «Glielo spiego volentieri. Premesso che già pubblicare gli sms è una stupidata, un’idea vecchia; ci si vuole dare un tono di contemporaneità ma Raiuno non è contemporanea, queste trasmissioni non le guarda nessuno, sono uno sfondo, sono il caminetto acceso, e poi i messaggi sono per loro natura un détournement, il pubblico gioca, manda sms pieni di provocazioni, di assurdità, c’è chi inneggia alla jihad, chi manda messaggi alla camorra, chi insulta la fidanzata… Ecco, premesso questo, questa piccola storia viene poi usata dagli ultras renziani per tentare di mettere le mani sulla poltrona più ghiotta, quella di direttore di Raiuno, di Leone. I motori in Rai si stanno scaldando, c’è chi teme un Campo Dall’Orto troppo indipendente e non lo vuole, e allora si fa sentire. Per esempio gli Anzaldi, che è il Gasparri del Pd, o i Guelfo Guelfi, che colgono la palla al balzo per allungare le loro mani; tra l’altro lo stesso Renzi frena e prende le distanze da loro, attenzione». E la Curia in tutto questo come c’entra? Davvero la loro protesta si deve alla bestemmia o c’è qualcosa di più prosaico? «Capito il disegno degli ultras renziani – cominciare col prendersi Raiuno – ecco che spuntano i cattolici, le gerarchie o i cattolici nel cda, a ricordarci che da cinquant’anni “Raiuno è nostra”». Campo Dall’Orto secondo lei doveva comportarsi in maniera diversa? I vertici Rai dovevano scusarsi prima? «Campo Dall’Orto vive un conflitto. Dopo i grandi proclami modernizzatori si è accorto che in Rai vive in un inferno, e si è assestato su una posizione d’attesa, perché deve chiarire lui per primo cosa fare. Se vuole essere un innovatore, di area culturalmente renziana ma indipendente, io lo aiuterò. Altrimenti sarà l’ennesimo poveretto in balia degli ultras di una fazione». Alcuni diritti riservati.

Unità (4.1.2016)
Esposto Codacons in Procura e alla Corte dei Conti

Dopo l’affondo del Vaticano e le reazioni del Dg sugli errori di Capodanno, i consumatori del Codacons annunciano un doppio esposto: alla Corte dei Conti sui costi dello show di Matera (con la Regione Basilicata sarebbe stata stipulata una convenzione da 460 mila euro per la diretta di fine anno fino al 2019), e alla procura della Repubblica di Matera, perché valuti se i 40 secondi di anticipo mirassero all’audience e ci sia il reato di «truffa aggravata». Su twitter Gene Gnocchi ironizza: «Prime misure Rai dopo il flop di Capodanno. Bestemmie solo durante il Meteo #rompipallone».

La Repubblica (4.1.2016)
Il regolamento Rai inguaia Leone

L’approvazione dei messaggi di Capodanno spettava alla Rete e non ai tecnici. Dal Codacons esposti alla Corte dei Conti e alla Procura di Matera. Il centrodestra insiste: “Campo Dall’Orto venga in Vigilanza” Presto poteri più ampi al dg sulle nomine Cicchitto polemico con la Santa Sede
ROMA. Il controllo editoriale da parte della Rai doveva esserci ma alla fine qualcosa è saltato. In un documento, relativo alla trasmissione “L’Anno che verrà”, viale Mazzini aveva previsto il monitoraggio degli sms inviati dai telespettori. Con un particolare di non poco conto: la Rai aveva altresì rivendicato la responsabilità editoriale.
Di fatto, il documento smentisce quanto finora sostenuto dal direttore di Rai1 Giancarlo Leone, ovvero che la responsabilità fosse da attribuire a Rai Com. Così recita il testo: «[...] La Rai si riserva comunque la facoltà, a suo insindacabile giudizio, di validare editorialmente – ai fini della messa in onda e della successiva pubblicazione sul sito internet – i messaggi inviati dagli spettatori.[...]». Parole inequivocabili che lasciano il segno. A questo punto la posizione di Leone è sempre più in bilico, soprattutto se si tiene conto delle dure reazioni della Santa Sede, che in un articolo su l’Osservatore romano aveva parlato di una Rai «fuori controllo, con l’alibi dello share», dopo la messa in onda di un sms di un telespettatore di Taranto contenente una bestemmia. Per non parlare della presa di posizione del consigliere Rai Guelfo Guelfi che ha accusato Leone di «avere offeso gli italiani che hanno acceso Rai1 per accogliere il nuovo anno».
Insomma lo scenario si complica sempre più. Avviata l’indagine interna sulla falla nel countdown, il dg Antonio Campo Dall’Orto si prepara a incassare i pieni poteri da capo azienda che gli assegna la riforma ad avviare l’era del rinnovamento a Viale Mazzini. Primo step: il cda del prossimo 13 gennaio quando arriverà sul tavolo la modifica dello statuto aziendale. Mentre per le nomine dei nuovi direttori di rete si dovrà attendere il cda di febbraio. In questo quadro, anche i consumatori (Codacons) scendono in campo. E oggi presentaranno un doppio esposto: alla Corte dei Conti, perché «vogliamo conoscere quanto ha speso l’azienda per la trasmissione».
La Rai infatti avrebbe stipulato con la Regione Basilicata una convezione di 450 mila euro fino al 2019. L’altro esposto, invece, alla procura della Repubblica di Matera, perché valuti se il countdown anticipato del primo dell’anno «possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori».
Intanto continuano le proteste del mondo della politica. Fabrizio Cicchitto (Ncd) risponde per le rime al Vaticano: «Francamente non capiamo la posizione dell’ Osservatore Romano sulla Rai nel senso che per un incidente indubbiamente deplorevole non si può trarre la conseguenza che la Rai è fuori da ogni controllo a meno che non si voglia usare un incidente per una operazione di organigrammi che francamente ci lascerebbe molto perplessi”. Mentre Maurizio Gasparri (Fi) giudica «imbarazzante il silenzio di Campo Dall’Orto» e insiste per un’audizione in tempi brevi del dg in Vigilanza.

Corriere.it  (4.1.2016)
Io e la bestemmia che imbarazza la Rai: ero teso per il cane

«E vabbè dai, ho fatto la cavolata da ultimo dell’anno, ma che ne sapevo io che la passavano veramente in diretta, quella bestemmia? Che poi mica lo intendevo alla lettera, dai, per me porco … era un modo di dire», arranca Vito Zingarelli di Taranto, stupito, divertito, pentito quanto basta e come si può esserlo a ventun anni, quando stai tornando dal torneo di beach tennis sulla spiaggia di Monopoli e non hai troppi pensieri complicati per la testa.Già, perché quel suo messaggio di auguri, condito da imprecazione blasfema, e passato attraverso le maglie piuttosto larghe del controllo di Viale Mazzini, ha fatto fare una figuraccia al servizio pubblico, scatenato l’indignazione dell’Osservatore Romano e provocato ulcere a catena in tutto l’organigramma della Rai, dal dg Antonio Campo Dall’Orto in giù, fino a quel funzionario di Rai Com che si è beccato, ultima ruota del carro, reprimenda e sospensione.

Famiglia Cristiana (4.1.2016)
“Tutti urlano a scandalo ma purtroppo si sono svegliati tardi”
Il Capodanno di Rai1 non è un caso isolato. “Il guaio è che non solo quel programma e non solo quel canale Rai hanno problemi di linguaggio e di contenuti”. Lo sottolinea Famiglia Cristiana invitando a fare “zapping su tutte le reti e su tutti i programmi, dalla radio alla televisione, a tutte le ore (anche quelle cosiddette in ‘fascia protetta’) per verificare che non ci sono freni e inibizioni. “Tutti urlano allo scandalo – scrive il giornale cattolico nel commento ‘Lo sdegno a fasi alterne’ – ma purtroppo si son svegliati tardi”.”Stupisce, pertanto, che lo sdegno e il soprassalto di orgoglio – sottolinea ancora Famiglia Cristiana – intervenga soltanto per una trasmissione, quando sono tutte le trasmissioni che avrebbero bisogno di una regolata, non tanto morale o moralistica, ma di rispetto verso tutto e tutti. Altrimenti si finisce per fare i farisei della situazione, che si strappano le vesti a fasi alterne, o soltanto quando conviene, o addirittura quando dall’altra parte non c’è reazione violenta ma tolleranza. Un autore americano scriveva che se critichi gli omosessuali sei tacciato di omofobia, se critichi gli ebrei di antisemitismo, se critichi le donne di maschilismo, se critichi i musulmani ti becchi una fatwa, ma puoi criticare tranquillamente – conclude il settimanale dei Paolini – i cattolici”.(ANSA).