04 gennaio 2016 | 12:08

Il titolo Ferrari debutta in Borsa. Marchionne scherza con la stampa: io mai in politica, preferirei fare il giornalista, fare domande senza avere la responsabilità delle risposte

“Non succederà mai che scenda in politica. Preferirei fare il giornalista, fare domande senza avere la responsabilità delle risposte, rompere le scatole agli altri. E’ il mio sogno”. Così Sergio Marchionne scherza con i giornalisti sul suo futuro quando nel 2018 lascerà Fca, durante la conferenza stampa alla borsa di Milano dove ha debuttato il titolo Ferrari. Lo riporta l’Ansa.

Fca in Borsa (foto Alvolante.it)

Fca in Borsa (foto Alvolante.it)

Ferrari in Borsa: “È una nuova partenza”.

(Gazzetta.it) Palazzo Mezzanotte, storica sede di Borsa Italiana, totalmente addobbato di rosso che sembrava un paddock. Le Ferrari – una quindicina in tutto – a far bella mostra di sé in Piazza Affari. In mezzo a loro il presidente del Cavallino Sergio Marchionne e l’azionsta di riferimento di Exor, John Elkann. Tutto questo sa molto di deja vu (come quando lo scorso ottobre la Ferrari si è quotata a Wall Street). Ma l’ingresso di Ferrari in Borsa significa molto di più, almeno oggi.
ITALIA — In primo luogo perché Ferrari è e resterà un’eccellenza del Made in Italy, un simbolo dell’Italia “che ce la fa, torna in pista e riparte” (per usare le parole del premier Matteo Renzi). E di un’Italia che, sempre secondo il presidente del Consiglio, dà il buon esempio, quotandosi sul mercato interno dopo essere andata in cerca di capitali su altre piazza finanziarie. Ma soprattutto perché per la prima volta dopo quasi 50 anni i destini – borsistici e aziendali – di Maranello si separano da quelli di Fca.
VALORI — Il titolo Ferrari ha aperto nel primo giorno di quotazione a Piazza Affari al prezzo di 43 euro. Il titolo, ha detto l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, entrerà a far parte sin da subito dell’indice Ftse Mib. Gli scambi – in una giornata negativa per le borse mondiali, depresse dai dati sull’economia cinese e dalle tensioni in Medio Oriente – sono stati accompagnati da una grande volatilità che ha visto il titolo perdere quota fino a 41,75 euro ed essere sospeso. “I risultati di oggi non significano niente. Bisogna ancora aspettare qualche giorno perché il titolo si assesti” ha commentato Marchionne. Fca invece ha aperto la seduta a Piazza Affari a 8,48 euro per azione dopo che è diventato operativo lo scorporo della Ferrari. Fca aveva chiuso l’ultima seduta dell’anno a 12,92 euro, con una capitalizzazione di mercato di 16,6 miliardi. L’80% di Ferrari in pancia a Fca valeva, all’ultima chiusura di New York, circa 6,65 miliardi di euro.
INVESTIMENTI — “Non faremo mai mancare investimenti a Ferrari per garantire ritorni significativi agli azionisti, guardando con attenzione a quello che succede negli altri mercati”. Così si è espresso il ceo di Fca, Sergio Marchionne, durante la quotazione di Ferrari. “I livelli di liquidità sono piuttosto alti – ha spiegato – ci sarà un pay out (ossia un dividendo, ndr) abbastanza elevato considerando che il consumo di capitale è limitato”. Ferrari lancerà un Bond nel primo semestre dell’anno anche se Marchionne ha aggiunto di non avere chiesto il rating.
La Ferrari arriva a Piazza Affari a Milano. Per il primo giorno della quotazione a Milano e lo scorporo da Fca è stata allestita una scenografia in rosso. LaPresseLaPresseLa monoposto 2015 davanti a palazzo Mezzanotte. AfpLaPresseReutersOltre a Sergio Marchionne presente anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. ReutersVia alle contrattazioni con Marchionne, Piero Ferrari, Amedeo Felisa e John Elkann.

FUTURO — D’ora in avanti Ferrari e Fca cammineranno sulle proprie gambe. Ma se il Cavallino – che è più un titolo del lusso che non un titolo strettamente legato all’automotive – ha di fronte a sé un futuro radioso a tassi di crescita a doppia cifra, la vera incognita è rappresentata da Fca. Secondo Marchionne però “gli obiettivi 2018 di Fca sono confermati nonostante la perdita di Ferrari. Sono piuttosto soddisfatto del 2015 e non ho nessuna ragione di pensare che 2016 sarà diverso”.
FCA — Il tema del futuro dell’ormai ex casa madre di Ferrari è sempre all’ordine del giorno. In particolare la questione del possibile partner per Fca. Che Marchionne avrebbe individuato in General Motors. “Il gruppo non è alla ricerca di un partner ma quello del consolidamento del settore auto è un problema su cui confrontarsi, che non si chiuderà quest’anno” dice Marchionne. “La necessità di un consolidamento è stata vista come un segno di debolezza da parte nostra – ha spiegato – ma queste sono cavolate. Noi abbiamo anche ricevuto approcci per una possibile aggregazione da chi però non consideravamo un partner ideale. Ora ci concentriamo sul piano al 2018, raggiungere gli obiettivi significa creare valore per gli azionisti, allora la valutazione del gruppo cambierà totalmente e darà a Fca la possibilità di avere discussioni in maniera diversa”. Il numero 1 di Fca ha inoltre garantito che non sono all’ordine del giorno cessioni: “Magneti Marelli e Comau restano nostre”.
POLITICA? — La quotazione Ferrari ha messo in mostra un Marchionne sempre più politico è interessato a temi di ordine generale. In questo senso molte affermazioni a favore dell’operato del governo Renzi hanno fatto sospettare che il boss di Ferrari e Fca abbia delle velleità politiche. “Mai, mai, mai in politica – ha chiuso con la battuta – piuttosto vorrei fare il giornalista, così potrei fare le domande senza avere l’obbligo di risposta…”