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04 gennaio 2016 | 15:11

Checco Zalone, campione di incassi con ‘Quo vado’: non faccio sociologia, voglio solo far ridere. Il comico per una battuta si venderebbe l’anima

“Voglio ringraziare quelli che mi dicono ‘grazie’ ma anche gli indignati, perché siamo un popolo di indignati, anzi, soprattutto loro, perché fanno scaturire curiosità e quindi la gente va al cinema. Grazie indignati. Non puoi essere simpatico a tutti, anzi quando c’è questo consenso quasi plebiscitario, paradossalmente, senti l’esigenza di ritornare a terra e di trovare qualcuno a cui stai sulle balle, altrimenti potrei avere manie di onnipotenza. Continuate a indignarvi che io sono contento”. A dirlo, riporta l’Ansa,  è Checco Zalone intervenuto ai microfoni di Rtl 102.5 durante “Non Stop News”, commentando il successo stellare di Quo vado, che in tre giorni ha rastrellato 22 milioni di euro. Ma Zalone spiega di non avere di un’analisi sociologica nel suo film: “In realtà – spiega – chi fa questo mestiere non pensa ai beni o ai mali di questo Paese, ma solo a far ridere. Il comico per una battuta si venderebbe l’anima. Poi se la battuta è azzeccata, nel senso che muove da una realtà tangibile e familiare a tutti, è più efficace. Io però non voglio fare analisi sociologiche sul nostro Paese, sul posto fisso, sul degrado, sul berlusconismo, su tutto quello che hanno scritto in questi giorni. Io e Gennaro Nunziante (il regista e coautore di Quo vado) vogliamo solo far passare un’ora e mezza a ridere”.