07 gennaio 2016 | 15:59

La Turchia multa Twitter per non aver rimosso alcuni contenuti di propaganda terroristica. Il social network fa partire una querela

E’ scontro tra Twitter e la Turchia: il governo di Ankara ha infatti multato il social network per non aver rimosso alcuni contenuti di propaganda terroristica. Il microblog, tuttavia, non solo non intende pagare la sanzione di 50 mila dollari ma ha anche presentato una querela per cercare di annullarla definendo la misura fuori legge. Scaduto ieri il termine per il pagamento della multa e il ministro delle Comunicazioni, Binali Yildirim, ha assicurato che la Turchia “prenderà qualsiasi misura necessaria” nei confronti di Twitter per sanzionare tale inadempienza. Escluso comunque per il momento il blocco della piattaforma.

Binali Yildirim, ministro delle Comunicazioni (foto Olycom)

Già dopo la strage di Charlie Hebdo, la Turchia aveva attuato un’operazione di censura dei tweet satirici contro Maometto. Come si legge su ‘Repubblica.it’, l’ostracismo turco verso il web ha anche altri precedenti come quello del blocco di Youtube nel 2014, sempre con l’accusa di mancata rimozione di messaggi terroristici.

La pressione di Ankara sui social network è pesante tanto da indurre la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a
condannarla per aver censurato alcuni video su YouTube per una manciata di video che ironizzavano su Ataturk.
Inoltre, nella prima metà del 2015, il 72% delle richieste totali di rimozione di contenuti inviate a Twitter risultano provenienti dalla Turchia, un dato questo che rende l’idea della pressione e della rigida politica di controllo che Ankara esercita sui mezzi di comunicazione online.