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11 gennaio 2016 | 16:37

Una scelta fuori dal tempo e dalla storia. Padre Albanese, sulla Stampa, parla della chiusura della Misna

“Questa è una scelta fuori dal tempo e dalla storia, in contraddizione con l’inizio dell’anno della misericordia. La missione che ci ha dato Papa Francesco è dare voce a chi non ha voce, raccontare le periferie del mondo. È una sfida culturale. E invece proprio ora, mentre in regioni come la Repubblica Centrafricana, la Somalia, il Congo, succedono cose terribili, la Misna viene chiusa”. Intervistato oggi sulla ‘Stampa’, padre Giulio Albanese, missionario comboniano italiano, commenta così la recente chiusura dell’agenzia internazionale online e il mancato successo degli ultimi tentativi di salvataggio della scorsa settimana.

“Lavoravo ad Atlanta, per uno stage professionale alla Cnn. Restavano sempre stupiti per le notizie che riuscivo a trovare, grazie a questi contatti. Furono loro a farmi venire l’idea di fondare un’agenzia, usando la nuova tecnologia offerta da Internet. Così il 2 dicembre del 1997 pubblicammo il primo lancio”, racconta padre Albanese che della Misna è stato fondatore con il sostegno economico da parte degli istitui missionari.

“Una struttura come la Misna aveva bisogno di investimenti e gestione professionale, non poteva andare avanti solo con la beneficenza. Il 30 novembre del 2002 riunimmo gli stati generali, a cui parteciparono 54 congregazioni. Tutti promisero sostegno, ma alla fine restarono solo in quattro, Consolata, Comboniani, Saveriani e Pime, a sostenere i costi”, spiega il missionario comboniano, che in un post su Facebook lo scorso 8 gennaio, alla notizia del mancato accordo tra le diverse parti in causa, aveva espresso il suo rammarico ricostruendo i motivi che nel 2004 lo portarono a lasciare la direzione dell’agenzia. “Avevo compreso che i risultati conseguiti sotto la mia direzione non avevano indotto la proprietà a consolidare e valorizzare tanti sforzi individuali e collettivi nell’ambito dell’ attività redazionale”, scriveva sul social, “Le mie richieste, allora, non vennero accolte, rendendo inopportuna la mia presenza”.

Il post sulla pagina Facebook del missionario

“La Misna aveva difficoltà, ma la Cei aveva fatto una proposta molto generosa: coprire il bilancio per due anni; fornire un service composto da Avvenire, TV2000, Radio in Blu e Sir; offrire una persona per gestire la raccolta dei fondi”, spiega ancora alla ‘Stampa’ padre Albanese. “Gli istituti hanno detto che non è un problema di soldi, ma di personale. Il personale però è laico, e con questa proposta si poteva ripartire. È mancata la visione dell’importanza strategica dell’informazione”, conclude, mantenendo intatta la speranza che ci possa ancora essere un futuro per l’agenzia.