Il ceo di Capgemini: ci vorranno almeno 20 anni prima che le aziende possano beneficiare della rivoluzione digitale (INFOGRAFICA)

La rivoluzione digitale è come l’energia elettrica: ci vorranno almeno vent’anni prima che possa apportare un’effettivo contributo alla produttività aziendale. Ne è convinto Maurizio Mondani, ceo di Capgemini Italia, secondo cui con le aziende alle prese con gli aggiornamenti richiesti dalla tecnologia digitale stanno sperimentando ciò che hanno già provato con il passaggio all’energia elettrica.

“Durante il passaggio all’energia elettrica”, secondo Mondani, “la produttività è salita solo dopo che le aziende hanno radicalmente ridisegnato la propria organizzazione, dal layout degli impianti di produzione all’introduzione della catena di montaggio e di una maggiore specializzazione del lavoro. Questo è stato un cambiamento radicale che non è accaduto nel corso di una notte”, ha aggiunto il Ceo della divisione italiana della multinazionale fondata da Serge Kampf.

“Ci sono voluti circa 20-30 anni per evolversi”, ha puntualizzato Capgemini. “La nostra convinzione è che qualcosa di molto simile accadrà con la trasformazione digitale. Essa richiederà interventi maggiori per cambiare i nostri modelli industriali tradizionali organizzativi in quelli digitali. Ma non abbiamo altra scelta se vogliamo beneficiare completamente di questa rivoluzione digitale”.

Solo un piccolo gruppo di aziende, il 7% del totale, secondo Capgemini, tra le più importanti organizzazioni interpellate in un sondaggio realizzato in collaborazione con il Mit-Centre for Digital Business dimostra un’adeguata “mentalità digitale”. Ciò significa che solo 7 aziende su 100 sono in grado di digitalizzare le operazioni di ogni giorno, auto-organizzarsi rapidamente, individuare per tempo le tendenze emergenti e rimanere aggiornate sulle competenze tecnologiche e digitali.

Mentre il 56% delle aziende, poi, è ancora in una fase di avvio, hanno cioè appena iniziato a cambiare, il 21% si trova in uno stadio ben avviato.

Come dimostra il grafico qui sotto, infine, i livelli avanzati di “destrezza digitale”, sono un potenziale vantaggio sui competitor. Secondo Capgemini, infatti, per le imprese che hanno un elevato grado di “destrezza digitale” è molto più semplice trovare personale esperto (il 73% contro il 13% di tutte le altre aziende), stabilire partnership (80% contro il 17%), rispondere alle richieste del cliente (73%), indivudare i trend emergenti (67%) e autorganizzarsi velocemente (40%):

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