12 gennaio 2016 | 11:31

Sobrio e mai banale: anche l’Osservatore Romano saluta David Bowie, artista a 360° che piaceva persino al primate anglicano Justin Welby

L’Osservatore Romano saluta, con un ritratto pubblicato a pagina 6 in taglio basso sull’edizione cartacea, David Bowie, il cantante londinese scomparso a 69 anni, domenica 10 gennaio, dopo aver lottato per 18 mesi contro il cancro. Ecco il testo dell’articolo, ripreso anche online sul sito:

L’Osservatore Romano – “Cinque decenni di musica rock attraversati con un rigore artistico che può sembrare in contraddizione con l’immagine ambigua utilizzata, soprattutto a inizio carriera, per attirare l’attenzione dei media.

Si potrebbe anzi affermare che, aldilà degli eccessi apparenti, l’eredità di David Bowie, morto il 10 gennaio a 69 anni, è racchiusa proprio in una sorta di personalissima sobrietà, espressa finanche nel fisico asciutto, quasi filiforme. Una personalità musicale, quindi, mai banale, via via costruita grazie alle frequenti incursioni in altre forme artistiche — prima tra tutte la pittura, ma anche cinema e teatro — e grazie all’apertura a innumerevoli suggestioni. Partito dal beat inglese della metà degli anni Sessanta, Bowie, nei suoi venticinque dischi (l’ultimo dei quali, Blackstar, pubblicato solo alcuni giorni fa) ha spaziato dal soul al R&B, dal folk al glam rock. Realizzando anche alcune vere perle, come Heroes, un semplice inno rock dedicato ai ragazzi della Berlino ancora separata dal muro. E riuscendo a suscitare un consenso crescente nel corso degli anni. In un’intervista alla Bbc, anche il primate anglicano, Justin Welby, ha oggi ricordato come la musica di Bowie abbia costituito una sorta di colonna sonora personale.”

Di seguito il tweet dell’Osservatore Romano: