12 gennaio 2016 | 16:06

La magistratura non si metta contro il segreto professionale: l’Fnsi si schiera con Piazzapulita sul sequestro dell’intervista a un poliziotto che non voleva farsi riconoscere

La Fnsi, spiega una nota, sta con i giornalisti di Piazzapulita contro la decisione della Procura di Roma di chiedere a La7 il sequestro del materiale relativo al servizio di Antonino Monteleone nel quale un agente di polizia denunciava alcune inadeguatezze degli equipaggiamenti di sicurezza in dotazione alle forze dell’ordine.

Tutto ha inizio il 26 novembre scorso, data in cui il programma di Corrado Formigli ha trasmesso il servizio “andato in onda – spiegano il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti – con tutte le cautele necessarie ad impedire il riconoscimento del poliziotto”.

Era stata la stessa fonte a chiedere di essere “coperta”, precisa la redazione di Piazzapulita in una nota, “il che rendeva palese la volontà di tutelarla da parte del giornalista che ha realizzato quell’intervista”, scrivono i giornalisti della trasmissione.

La Procura di Roma, per risalire all’identità di quel poliziotto, ha ora disposto il sequestro del filmato integrale dell’intervista, privo degli accorgimenti tecnici impiegati a tutela della fonte, rivolgendosi all’emittente, che non può esimersi dal consegnare quanto in suo possesso, invece che al giornalista che, in base ai principi che regolano la professione, avrebbe invece potuto avvalersi del segreto professionale e continuare così a difendere, come prevede il nostro ordinamento giuridico, l’identità del suo informatore.

Una decisione, quella della Procura di Roma che, secondo l’Fnsi, mira ad aggirare il segreto professionale, e ritenuta “gravissima” dalla redazione di Piazzapulita, perché “mette a rischio il libero esercizio della professione, oltre che le fonti che decidono, proprio perché tutelate dal nostro segreto, di dare informazioni che, diversamente, non giungerebbero all’opinione pubblica”.

“Come ha rilevato nel suo comunicato la redazione di Piazzapulita”, dichiarano Lorusso e Giulietti, “tale decisione si pone in oggettivo contrasto con il segreto professionale dei giornalisti e con le stesse sentenze della Corte di cassazione e della Corte di Strasburgo”.

Raffaele Lo Russo, segretario Fnsi (foto assostamparegionali.wordpress.com)

I giornalisti della trasmissione chiedono alla magistratura di tenere nel debito conto tali precedenti sentenze “che di norma – scrivono – comportano l’annullamento dei provvedimenti che le violano, ma troppo tardi per la tutela della fonte”.

Immediata la solidarietà e il sostegno della Federazione nazionale della stampa ad Antonino Monteleone e agli altri giornalisti di “Piazzapulita: “Condividiamo e facciamo nostre le preoccupazioni e la protesta espresse dalla redazione – fanno sapere segretario e presidente della Fnsi – e ci muoveremo in tutte le sedi affinché quanto accaduto oggi a Roma non abbia più a ripetersi e soprattutto non possa essere considerato un “grimaldello” da utilizzare per aggirare e vanificare il segreto professionale dei giornalisti. In quest’ottica ci attiveremo fin da subito per ottenere un incontro con il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, al quale illustreremo le ragioni della categoria”.