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14 gennaio 2016 | 16:07

Le tlc in Italia valgono il 2% del Pil e il 2,7% della spesa delle famiglie. I dati dello studio di R&S Mediobanca (DOCUMENTO)

Le tlc in Italia valgono il 2% del Pil, il 2,7% della spesa delle famiglie e il 5,1% degli investimenti complessivi. E’ la fotografia al 2014 scattata da uno studio (.pdf) di R&S Mediobanca che ha calcolato ricavi per 32 miliardi (-7,7% sul 2013 e -24% sul 2010), con quelli della rete fissa (16,4 miliardi) superiori al mobile (15,6 miliardi) ma con entrambe le voci in contrazione, per il mobile -10,4% sul 2013 e -28,9% sul 2010, per il fisso (-4,9% sul 2013 e -18,7% sul 2010) pur con dinamiche diverse dei volumi di traffico: in diminuzione dell’11,6% sul 2013 (del 37,7% sul 2010) i minuti parlati sul fisso, in crescita del 5,9% quelli del mobile (+33,6% sul 2010).

Nel periodo considerato, spiega l’agenzia Ansa che ha ripreso lo studio, i quattro anni tra il 2010 e il 2014, il numero dei clienti della rete mobile è pressoché stabile (+0,1%), a differenza degli accessi alla rete fissa (voce più dati) in contrazione dell’8,5%, per effetto del calo del 18,7% dei numeri di Telecom Italia, in parte bilanciato dal rialzo del 13,6% degli accessi degli altri operatori.

Secondo il rapporto, dalle nozze tra Wind e 3 Italia nascerà il primo operatore di telefonia mobile del nostro Paese, con una quota di mercato, al 30 giugno 2015, del 33,8%, superiore al 32,3% di Telecom. In crescita PosteMobile che, tra il 2010 e il 2014, ha raddoppiato la sua quota al 3,7%. Per lo studio ci sarebbe spazio per un ulteriore allargamento degli operatori virtuali visto che in Italia, rispetto al resto d’Europa, le Sim commercializzate da Poste, Coop, Carrefour, Tiscali sono al 7,1% (a metà giugno scorso) contro il 24% della Germania.

Gli accessi in banda larga su rete fissa sono invece aumentati del 9,7%. Queste tendenze si confermano anche nei primi sei mesi del 2015 con la riduzione degli accessi fissi (Telecom Italia -3,2% e altri operatori +2,5%) e del numero di clienti nel mobile (-1,1%), mentre aumentano gli accessi alla banda larga (+1,9%).

Sempre parlando di Telecom, dati alla mano, è il secondo gruppo di tlc europeo per redditività industriale (utile operativo sul fatturato al 20,6%), secondo solo a British Telecom (24,3%) e davanti a Vimpelcom, Telefonica e Orange. Negli investimenti invece l’ex monopolista, al pari del suo omologo inglese, è in coda con un tasso di investimento al 3,5% (Bt è al 3,8%). Se si guarda a tale indicatore spicca piuttosto (al 19,2%) la ‘giovane’ Iliad di Xavier Niel, impegnata a costruire la propria rete in Francia, secondo uno studio R&S Mediobanca.

- Leggi o scarica il report (.pdf) disponibile sul sito Mbres.it