Al Tim Girls Hackathon sviluppate da alcune studentesse app sul cyberbullismo

L’azienda telefonica le ha coinvolte nel Tim Girls Hackathon, una giornata di lavoro in cui le studentesse delle superiori gareggiano a gruppi nella realizzazione di un’app. È un tipo di evento in cui di norma si vedono quasi solo ragazzi appassionati di informatica, mentre in questo caso sono tutte donne, per nulla intimorite: “Il coding è un’attività complicata? No, ci vuole solo impegno”.

L’hackathon di Telecom è basato su App inventor, una piattaforma che consente di realizzare piccoli software in
modo intuitivo. Il tema della sfida è il cyberbullismo, un argomento che le ragazze conoscono bene: “A scuola ne abbiamo parlato tante volte. Ho pensato di realizzare un’applicazione che possa aiutare le vittime a confrontarsi tra loro, ma che al tempo stesso dia un supporto anche agli aggressori”, dice Sokaina, 17anni, del Castigliano di Asti.

A fine giornata la giuria di Telecom premia un’idea simile, chiamata Cyberhelp, messa a punto da quattro allieve del Giolitti: è un’interfaccia che consente a chi ha subito le angherie dei bulli di comunicare attraverso una chat ricevendo consigli e aiuto diretto. Giulia, 17 anni, è una delle ideatrici e racconta: “Studio turismo, ma questa iniziativa è stata interessante. Per una donna è difficile occuparsi di informatica? Forse è un pochetto penalizzante, però le cose stanno cambiando”.

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