18 gennaio 2016 | 18:47

Canone Rai in bolletta, la prima rata da pagare a luglio. Tutti i dubbi su pc, web tv, monitor e apparecchi per ricevere il segnale

Il Canone Rai, spiega un’apposita sezione di domande e risposte sul sito della Rai, è stato ridotto a 100 euro a partire dal 2016. Il pagamento sarà addebitato in fattura all’intestatario della bolletta elettrica suddiviso in 10 rate mensili, ma soltanto a partire dal 2017. Per il 2016, invece, le prime 5 o 6 rate arriveranno in bolletta congiuntamente a partire dal 1° luglio 2016.

A dover pagare il canone, spiega la televisione pubblica italiana, sono tutti coloro i quali detengono almeno un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Non solo, il possesso dell’apparecchio è presupposto nel caso in cui, sempclicemente, esista una utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui il soggetto titolare ha la residenza anagrafica.

Mentre, come ha spiegato oggi il Sole 24 Ore, chi è intestatario di una utenza elettrica ma non ha la tv in casa o un apparecchio atto a ricevere segnale e non è tenuto pertanto a versare il canone, deve, tuttavia, fare obbligatoriamente un’autocertificazione presso lo sportello Sat dell’Agenzia delle entrate, se non vuol trovarsi a dover pagare comunque il canone.

I computer, invece, anche se consentono all’ascolto e alla visione dei programmi radiotelevisivi via internet non sono assoggettabili al canone Rai. E anche le web tv sprovviste di sintonizzatore tv non pagano il canone. In entrambi questi casi, tuttavia, vale il principio di cui sopra, secondo il quale, l’autocertificazione per non pagarlo è obbligatoria nel caso in cui si disponga di utenza elettrica, ma non si possiede il televisore.

Un nota bene merita il fatto che il semplice utilizzo diverso di una televisione (visione nastri, uso come terminale video o monitor per videogichi) non ne esclude di per sè stesso l’adattabilità alla ricezione di trasmissioni. Per esempio, chi usa l’apparecchio televisivo come monitor per il computer solo per vedere videocassette o Dvd deve comunque pagare il canone, perchè l’obbligo deriva dalla detenzione dell’apparecchio.

Il canone non si paga nella seconda casa. Ma l’inquilino che abita in un appartamento ammobiliato dove è presente una tv, deve pagare il canone.

Chi ha in casa una radio ma non il televisore non è tenuto a pagare il canone, fermo restando l’obbligo di autocertificazione

Ovviamente, chi ha un contratto per la visione di trasmissioni tramite satellite o via cavo deve pagare il canone Rai, anche se non guarda la Rai o la guarda su satellite, perché l’obbligo di pagare deriva dalla detenzione dell’apparecchio atto a ricevere il segnale.

Gli over 75 sono esentati dal pagamento del canone solo se hanno un reddito complessivo (proprio e del coniuge) inferiore ai 6.713,98 euro.

Per inciso, per il triennio 2016-2018, una quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone rispetto alle somme già iscritte a tale titolo a bilancio di previsione per l’anno 2016 è destinata all’ampliamento sino a 8 mila euro annui della soglia per l’esenzione a favore degli over 75.