20 gennaio 2016 | 16:44

La Tgr accompagna i giovani alla ‘Ricerca della legalità’. Presentata da Campo Dall’Orto con Cantone e Pignatone la campagna di sensibilizzazione del servizio pubblico

Un viaggio alla ”Ricerca della Legalità” partendo dalle nuove generazioni che quotidianamente insieme a docenti, associazioni, gruppi di volontariato, si misurano con la conoscenza e il rispetto delle leggi, i diritti di cittadinanza, le regole e i pericoli del web, il bullismo e il cyberbullismo, l’abitudine al rispetto delle leggi ed il rifiuto di ogni sia pur piccola forma di corruzione. Questo il senso della campagna di sensibilizzazione intitolata ‘La ricerca della legalità’ e promossa dalla Rai attraverso la Testata Giornalistica Regionale, che la proporrà nei suoi diversi appuntamenti dal 25 al 30 gennaio. Lo riporta Askanews.

Una campagna presentata questa mattina a Viale Mazzini dal direttore generale di Viale Mazzini, Antonio Campo Dall’Orto, e dal direttore della Tgr, Vincenzo Morgante, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, e il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone. “La Tgr -ha spiegato il direttore Morgante- sarà impegnata per  raccontare il percorso che i giovani, le scuole, le famiglie, le associazioni compiono quotidanamente, nelle differenti realtà locali, regione per regione, per affermare la legalità. Lo racconteremo con centinaia di servizi, con collegamenti, inchieste e approfondimenti instudio. Un racconto che attraverserà per una settimana l’intera produzione della Tgr: dai Tg ai Gr, dalle rubriche al sito web, sollecitando anche partecipazione degli spettatori attraverso i social network con l’hashtag #allaricercadellafelicità. I caporedattori regionali già stanno raccogliendo le storie: da Ravenna i fumetti  contro la mafia, dalla Lombardia le scuole che hanno adottato una vittima della mafie, dall’Umbria degli studenti che producono olio da uliveti sequestrati alla mafia, solo per citarne alcune”, ha detto Morgante.

Vincenzo Morgante (foto Siracusaoggi)

Vincenzo Morgante (foto Siracusaoggi)

“La legalità così come la giustizia -ha sottolinea il dg Rai, Campo Dall’Orto- sono valori fondativi per il nostro convivere civile. Sono valori che però trovano significato nella loro
attuazione. E siccome la società è in continuo cambiamento anche questi valori non sono statici. Per questo c’è bisogno di un continuo racconto. In che modo il servizio pubblico può dare un contributo? Noncon l’atteggiamento didattico nè con quello paternalistico ma con la verità ed autenticità. Quindi è proprio dando spazio alla realtà quotidiana e dando luce alle storie di coloro che quotidianamente si danno da fare per la legalità, mostrando comportamenti virtuosi, che si riesce a chiudere il cerchio, a mettere anticorpi dentro la
società. È una campagna che vive una settimana ma con Morgante convdividiamo la convizione che queste cose hanno senso se diventano quotidianità, se continueranno a pervadere la programmazione anche  dopo la fine della campagna”, ha concluso il dg.

Alla conferenza si è collegato da Palermo anche Leonardo Guardotta, segretario generale della Fondazione Giovanni Falcone che ha voluto esprimere il suo “plauso al servizio pubblico per questa iniziativa”, mentre il procuratore Pignatone ha sottolineato: “Mi piace che nel nome di questa campagna ci sia la parola ricerca perché è un risultato
da perseguire giorno per giorno. Ma non solo da parte dei magistrati,  dei poliziotti, di chi vigila sulle leggi per mestiere. Ma da parte di tutti noi. Solo così potremo fare un passo avanti”.Cantone ha infine sottolineato che “abbiamo bisogno di una ricerca della legalità a maggior ragione in un momento in cui persino il mondo del contrasto all’illegalità è in un momento di crisi, in cui si riprende a parlare di critica nei confronti dei professionisti dell’antimafia e nei confronti di chi ha professionalizzato l’impegno civile. L’attività di prevenzione -ha aggiunto il presidente  dell’Autorità Nazionale Anticorruzione- è fondamentale ma sono fondamentali ancora di più gli esempi. Perché se a tutte le affermazioni di legalità che ogni giorno sentiamo fossero seguiti  comportamenti coerenti noi saremmo al primo posto delle classifiche mondiali della legalità e non all’ultimo. Quindi ci vuole un po’ meno retorica e un po’ di più di attività concreta”, ha concluso.