21 gennaio 2016 | 10:33

Linus: a Radio Deejay cambierei tutto, ma gli artisti non vogliono per pigrizia, paura e presunzione. Quindi spetta sempre a me la parte del cattivo

Nel suo seguitissimo blog, Linus si lascia andare ad alcune considerazioni che riguardano i cambiamenti che il direttore vorrebbe alla sua Radio Deejay, ma che non riesce sempre ad ottenere.  ” Io cambierei tutto, me compreso”, scrive, “quello che non sapete è qual è la disponibilità a cambiare dei nostri artisti. Beh, ve lo dico io: nessuna. È un misto di pigrizia, paura, presunzione. Quindi spetta sempre a me la parte del cattivo. Ma ovviamente non è facile”.

Linus negli studi di Via Massena (foto deejay.it)

Linus negli studi di Via Massena (foto deejay.it)

Ecco il testo del blog di Linus del 20 gennaio 2016

TUTTO TUTTO TUTTO

Prima le risposte più semplici: la Ten a Roma tornerà, molto probabilmente il prossimo anno. Mantenendo comunque Bari, Firenze e Milano.

Una Deejay Bike la vedo improbabile ma non impossibile. Dovrei trovare una formula che non sia solo per invasati ma neanche una scampagnata.
A Maurizio che vuole provare il Passatore dico perché no, se corri facilmente quattro o cinque maratone all’anno non ti dovrebbe essere difficile.
I gadgets di Radio Deejay arriveranno, credo e spero a brevissimo, insieme a tutto il resto del merchandising. Finalmente, aggiungo.
La festa di Roma andrà in TV su Deejay TV, molto probabilmente il lunedì sera, in differita.
Il libro che ho consigliato a Nicola (e a tutti i miei amici, con successo) è Il Peso di Liz Moore. Bellissimo. A me lo aveva consigliato Missiroli.
Veniamo alle cose più delicate.
Attenti come siete non vi è sfuggita la latitanza di Marina. Purtroppo Filippo aveva un’intolleranza al suo pelo e l’abbiamo mandata a vivere a Riccione dai nonni, dove peraltro sta molto meglio e ha anche un compagno di giochi. Intendo un altro gatto. Miki ci soffre ancora ma c’era poco da fare.
Se sono un papà ingombrante? Sicuramente sì, ma non posso farci nulla.
L’importante è che sia un buon papà, e su questo potete giurarci.
Se i miei figli sono interessati al mio lavoro?
Miki per niente, al momento. Filo ama la radio, ma nel senso del posto. Il microfono non gli interessa, gli piace venirci, starci. Spesso me lo ritrovo in ufficio quando ha qualche ora buca in università.
Parlando di radio, inevitabili le domande e i riferimenti sui cambiamenti di orari mancati della scorsa estate e quelli suggeriti nelle stagioni a venire.
Dalla polemica di settembre è venuta fuori la più bella stagione di Pinocchio, a conferma che un pungolo serve sempre.
Su quello che dovremmo o potremmo cambiare invece è difficile rispondere.
Sapete come la penso. Io cambierei tutto, me compreso.
Quello che non sapete è qual è la disponibilità a cambiare dei nostri artisti. Beh, ve lo dico io: nessuna. È un misto di pigrizia, paura, presunzione.
Quindi spetta sempre a me la parte del cattivo. Ma ovviamente non è facile.
Chiudo con una cosa per pochi.
Maria Pia, sai qual è il mio ricordo di Davide? Tutte le volte che abbiamo litigato per i dischi che voleva e io non gli mettevo quando aveva diciotto anni. Bei tempi. Un abbraccio a Enrico, il mio papà radiofonico.