22 gennaio 2016 | 10:27

Il Google Cultural Institute dopo i primi 5 anni di vita: mille musei partner, oltre 200mila opere d’arte e più di 6 milioni tra foto, video e manoscritti. Tutto a portata di click

Il Google Cultural Institute celebra, il 21 gennaio, i primi 5 anni di vita e i primi 1.000 musei partner. Così scrive Amit Sood, direttore del Google Cultural Institute, in un post sul blog di Google. Nel complesso, spiega una nota, sono oltre 200mila le opere d’arte messe a disposizione da istituzioni e partner sulla piattaforma e più di 6 milioni i video, le foto, i manoscritti e documenti storici disponibili.

Amit Sood, direttore del Google Cultural Institute

Amit Sood, direttore del Google Cultural Institute

L’Italia è tra i paesi più rappresentati all’interno del cultural institute, ricorda Google, con oltre 60 istituzioni culturali partner e opere che spaziano da capolavori senza tempo, ripresi ad altissima risoluzione con tecnologia Gigapixel, come La nascita di Venere del Botticelli al Leone Marciano Andante simbolo di Venezia, a ritratti della società italiana da fine 800 – Prima Guerra Mondiale, anni ‘30, Seconda Guerra Mondiale, anni ‘50, anni ‘70 – ai giorni nostri.

Il 21 gennaio, per esempio, Rainlab, associazione non profit fondata a Milano attiva nell’ambito dell’innovazione culturale, ha portato sul Google Cultural Institute 150 opere di Street Art fotografate nella città di Milano, curate in 4 mostre digitali: Art invasion, Porta Ticinese, L’uomo che rubò la Gioconda e Stencilism is a warm gun.

Ecco il testo del post di Sood:

Dagli autoritratti alla street art: 1000 musei a portata di clic

La storia dell’arte è globale. Pensate a Van Gogh – olandese di nascita, ha trascorso gran parte della sua vita in Francia, dove è stato ispirato non solo dai suoi contemporanei ma anche da artisti giapponesi come Utagawa Hiroshige. Eppure sino a poco tempo fa, poter fruire dell’arte e della cultura aveva un limite, quello geografico. A meno di poter visitare un museo di persona sarebbe stato difficile apprezzarne le opere, pennellata dopo pennellata. E per capire a pieno l’eredità di artisti come Van Gogh, avreste dovuto viaggiare da Amsterdam a Chicago, da New York a Tokyo per scoprire e comprendere appieno le sue influenze e i suoi lavori.

Con il Google Cultural Institute tutto questo è a portata di clic. Cinque anni fa, i primi 17 musei portarono online qualche centinaio di opere d’arte così che chiunque nel mondo potesse ammirare quadri, consultare documenti o opere indipendentemente da dove si trovassero. Oggi, in occasione del nostro quinto compleanno, il Google Cultural Institute è cresciuto fino ad includere le collezioni di oltre 1000 musei e istituzioni culturali, di cui oltre 60 solo oggi.

A partire da oggi potete percorrere la famosa spirale del Guggenheim di New York – anch’essa un’autentica opera d’arte – grazie alle speciali immagini aeree di Street View o passeggiare per i corridoi dell’edificio più pesante del mondo, il Palazzo del Parlamento Rumeno. Osservate fino all’ultimo “gigapixel” delle famose ninfee di Monet in altissima risoluzione e fate zoom per osservarne le pennellate! E se vi state chiedendo se nel giardino di Monsieur Monet ci fossero davvero delle ninfee, vi basterà un clic per scoprirlo.

Dalle immagini in alta risoluzione “gigapixel” a Street View all’interno dei musei, oggi le gallerie, i teatri e i musei si avvalgono della tecnologia per raggiungere nuove generazioni e ispirarle attraverso la cultura e all’arte. E le possibilità a disposizione continuano ad espandersi con l’aggiunta di tecnologie sempre più avanzate e più recenti, come la realtà virtuale. Di recente abbiamo lavorato con la Dulwich Picture Gallery, il primo museo d’arte pubblico d’Inghilterra, per portare i giovani pazienti del King’s College Hospital di Londra a fare un giro virtuale nel museo utilizzando Google Cardboard

Le visite virtuali non sostituiranno mai l’esperienza diretta. Tuttavia la tecnologia può aiutare a rendere l’arte e la cultura accessibili a chiunque e questo crediamo sia un risultato fantastico. Navigate sul sito del Google Cultural Institute tra gli oltre 6 milioni di oggetti e opere d’arte che fanno parte del patrimonio culturale dell’umanità, provenienti da oltre 70 Paesi – dall’equivalente preistorico di un coltellino svizzero in Olanda fino ai manga Giapponesi – speriamo che sarete d’accordo con noi.