Comunicazione, New media

22 gennaio 2016 | 16:31

Papa Francesco ragiona sui valori del web. Può essere una risorsa, ma anche un luogo di linciaggio morale. E secondo Ruffini (Tv2000) la televisione deve tornare alla qualità, non pensare solo allo share

Il mondo delle nuove comunicazioni e la vastità delle reti telematiche possono costituire una risorsa, una piazza telematica aperta a tutti ma anche un luogo dove si può giungere al linciaggio morale. A ricordare i limiti di questa forma di comunicazione è stato Papa Francesco nel suo messaggio in occasione della cinquantesmia Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà il prossimo 8 maggio.

Nel documento, reso noto oggi, Francesco ha ricordato che “anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane” aggiungendo che “non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione”. “Le reti sociali – si legge ancora nel messaggio – sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della società ma possono anche condurre ad un’ulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi. L’ambiente digitale è una piazza, un luogo di incontro, dove si può accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale”.

Papa Francesco (foto Olycom)

Papa Francesco (foto Olycom)

Facendo riferimento alla celebrazione dell’Anno Giubilare “vissuto nella misericordia”, il papa, si legge su Asca, ha chiesto che anche in rete si costruisca “una vera cittadinanza. L’accesso alle reti digitali comporta una responsabilità per l’altro, che non vediamo ma è reale, ha la sua dignità che va rispettata. La rete può essere ben utilizzata per far crescere una società sana e aperta alla condivisione”.

“La comunicazione, i suoi luoghi e i suoi strumenti hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità – ha aaffermato ancora il Pontefice – Mi piace definire questo potere della comunicazione come ‘prossimità’. L’incontro tra la comunicazione e la misericordia è fecondo nella misura in cui genera una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità”.

Paolo Ruffini, direttore di Tv2000, intervenendo alla presentazione del messaggio del Papa in Vaticano, ha espresso l’auspicio affinchè si torni alla qualità dei programmi, non si pensi solo allo share. “In tanti anni di televisione”, ha evidenziato Ruffini, “se c’è qualcosa che ho imparato è l’importanza non dello share in quanto tale, ma della sua qualità”, riferisce l’Adnkronos.

Ruffini ha posto quindi l’attenzione sulla tv “che voglia raccontare e costruire una storia di misericordia”. Da qui la necessità di “avere lo stesso sguardo di Gesù sul mondo, e raccontare la realtà senza arrendersi agli stereotipi; ai circoli viziosi delle condanne e delle vendette, che, come scrive il Papa, continuano ad intrappolarci”.

Nel suo intervento, il prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, mons. Dario Edoardo Viganò, ha spiegato, infine, come la misericordia sia “il tratto distintivo dell’agire e dell’essere della Chiesa”, affermando che “la Chiesa ha la responsabilità di narrare in parole e opere, in atteggiamenti e forme di vita, il volto misericordioso di Dio in Cristo”.

“Pertanto, ha aggiunto Viganò, “la Chiesa deve apprendere da Gesù a declinare la misericordia in parole di speranza e di vita e in gesti coinvolgenti, lasciandoci toccare dalle vicende dell’umano e sapendo, come più volte ricorda Papa Francesco, toccare la carne degli ultimi”.

Il prefetto ha quindi ricordato la riforma del sistema informativo
della Santa Sede voluta dal Papa.

“L’ascolto”, ha aggiunto Viganò, “è un atto necessario allo svolgersi della comunicazione, e prevede anzitutto il silenzio, condizione indispensabile per ricevere ogni parola pronunciata e coglierne il significato”.