25 gennaio 2016 | 12:58

Il sito del New York Times compie 20 anni. L’ex vice president Martin Nisenholtz: una scommessa, ma sapevamo che qualcosa di importante stava succedendo

Il 22 gennaio del 1996 il ‘New York Times’ debuttava online con il suo sito, offrendo agli utenti la maggior parte degli articoli pubblicati sul giornale cartaceo, qualche aporfondimento in più e l’accesso a una parte dell’archivio del giornale.
“Il giornale elettronico è parte di una stategia che mira ad espandere il numero dei lettori del Times e creare opportunità per la compagnia”, raccontava allora Peter Lewis con un pezzo sul giornale cartaceo per spiegare la scelta di entrare nel World Wide Web. Inizialmente gratuito per chi si connetteva in America, l’accesso dagli altri paesi era a pagamento, con la possibilità di avere anche un servizio personalizzato con degli alert per le notizie su temi specifici.

 

L’accesso a pagamento venne poi tolto. L’idea era quella di riuscire a mantenere il sito attraverso i ricavi pubblicitari, ma la concorrenza ha reso il tutto più complicato. E alla fine nel 2011 si è tornati all’accesso a pagamento con il metered paywall.

Recentemente il giornale ha annunciato di aver raccolto un milione di sottoscrittori nell’edizione digital, con l’obiettivo di raddoppiare i guadagni dal web entro il 2020 portandoli a 800 milioni di dollari. Una delle chiavi per raggiungere questo obiettivo, spiegano su NiemanLab, saranno proprio le sottoscrizioni digitali, incentivate anche studiando delle offerte con prezzi più bassi, ad esempio per gli utenti iPhone. Importante anche il raggiungimento di una nuova audience, ottimizzando i formati per la lettura delle news sui diversi device, mobile in primis, e offrendo prodotti advertising di alta qualità. E poi edizioni in lingua straniera. Insomma una sperimentazione che continua fin dagli esordi.

“Sapevamo che qualcosa di importante stava succedendo”, ha spiegato in una recente intervista Martin Nisenholtz, fino al 2011 senior vice president, digital operations of the New York Times Company, che al momento del lancio del sito era presidente del ‘Times Electronic Media Company’. “All’epoca c’erano davvero pochi utenti. Era una scommessa sulla maggior presenza delle persone on line e sull’acquisto di più pc”.