25 gennaio 2016 | 14:15

Assoluzione per Mario Ciancio Sanfilippo dall’accusa di evasione fiscale. Il Tribunale di Catania: nessun reato nella vendita delle frequenze tv

Mario Ciancio Sanfilippo, editore del quotidiano La Sicilia, è stato assolto dalla Terza sezione del Tribunale di Catania dall’accusa di elusione-evasione fiscale. Al centro dell’inchiesta la vendita di frequenze televisive e di impianti televisivi da Rete Sicilia alla società Etis 2000 e da quest’ultima ad una società del gruppo Telecom tra il 2006 e il 2007. Stando a quanto riporta l’agenzia Ansa, secondo la Procura di Catania il passaggio da Rete Sicilia a Etis 2000 sarebbe stata priva di valida giustificazione economica e, pertanto, anche se formalmente ineccepibile, realizzata solo per ricavare risparmi di imposta e quindi determinando un ‘abuso del diritto’ costituente evasione – elusione sanzionata penalmente. La Procura aveva anche chiesto il sequestro per equivalente di 3.158.000 euro costituente l’ipotizzato profitto derivante dal reato, ma il Gip Giuliana Sammartino aveva rigettato la richiesta.

Mario Ciancio Sanfilippo (foto Askanews)

Mario Ciancio Sanfilippo (foto Askanews)

Nel frattempo, la Commissione Tributaria provinciale di Catania aveva annullato i relativi avvisi di accertamento ritenendo valida l’operazione economica. Anche l’appello all’ordinanza di rigetto presentato dal Pm dinanzi al Tribunale del riesame era stato rigettato. E la Cassazione ha dichiarato inammissibile il successivo ricorso del Pm.

La Terza sezione penale, presieduta da Elena Maria Teresa Calamita, nei giorni scorsi, ma la sentenza è stata resa nota oggi, ha chiuso definitivamente la vicenda, alla luce della modifica legislativa per cui è mutato lo Statuto del contribuente, che esclude ogni rilevanza penale delle operazioni formalmente prive di valore economico e quindi costituenti un ipotetico “abuso del diritto”. Nell’accogliere le ragioni esposte dal difensore dell’imputato, l’avvocato Carmelo Peluso, il giudice ha anche dichiarato “manifestamente infondata” la eccezione di legittimità costituzionale sollevata dalla Procura che aveva posto la questione sulla norma che ha abrogato il reato fiscale in caso di “abuso del diritto”.