26 gennaio 2016 | 12:00

L’informazione di qualità costa molto e il paywall è inevitabile. Il ‘Corriere’ spiega perché ha deciso di adottare una soglia di articoli oltre la quale occorre abbonarsi per procedere con la lettura

Il Corriere della Sera introduce il paywall, “una soglia di lettura di articoli oltre la quale all’utente del giornale digitale viene chiesto di pagare un abbonamento”, scrive il quotidiano milanese di Via Solferino, motivando in un articolo le ragioni del cambiamento in atto sul sito. Perché l’informazione di qualità costa.

“L’informazione di qualità costa molto: devi adeguare le entrate, il paywall è inevitabile”. Sono queste le parole di Martin Sorell, fondatore di Wpp, che il Corriere fa proprie per spiegare le “ragioni di una scelta nel mondo”, come si intitola l’articolo di Massimo Gaggi. Le parole “nel mondo” sono messe in evidenza colorate di quasi a sottolineare che la scelta del Corriere è in linea con quanto già fatto da autorevoli testate internazionali e statunitensi in particolare, “perché storicamente i giornali Usa, molto più di quelli europei, hanno basato il loro modello di business sulle entrate pubblicitarie”.

In primis sono stati il ‘Wall Street Journal’ e il ‘Financial Times’ ad andare a pagamento su Internet; ma il primo quotidiano generalista, ricorda Gaggi, “è stato il ‘New York Times’ che ha fatto questa scelta nel 2011″ e “di recente ha superato la soglia del milione di abbonati digitali”. Poi sono stati ‘Le Monde’, ‘Le Figaro’, ‘Boston Globe’, “che è diventato il quotidiano locale col più alto numero di abbonati digitali (65mila)”, ‘Indipendent’, ‘Daily Telegraph’ e ‘Time’, dove addirittura “si paga tutto”.

L’unica eccezione è il ‘Guardian’, ricorda Gaggi, che è il “terzo sito in lingua inglese più letto al mondo”. Ma “un altro anno di forti perdite (70 milioni di sterline pari a 91 milioni di euro), ha imposto il piano di risanamento”. Saranno tagliati i costi del 20% e promosso un programma di “membership, una specie di tariffa associativa in cambio di servizi”.