26 gennaio 2016 | 15:27

Mancano misure di tutela del diritto d’autore. Il dg Fieg, Carotti: le violazioni di copyright minano la sopravvivenza delle imprese

Mancano “misure volte a tutelare il diritto d’autore e a valorizzare i contenuti editoriali di qualità”. Lo ha segnalato la Fieg nell’audizione del direttore generale Fabrizio Carotti, svoltasi oggi alla Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sull’Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria.

“Da tempo”, ha detto Carotti, secondo quanto riporta Ansa, “gli editori italiani denunciano la continua violazione del diritto d’autore, l’utilizzo dei contenuti da parte degli Over the top, il saccheggio sistematico operato con una gradualità che va da fenomeni di vera e propria pirateria ad utilizzazioni ‘clandestine’ (come le rassegne stampa realizzate senza autorizzazione dei titolari del diritto di sfruttamento delle opere riprodotte). Questi fenomeni minano la stessa sopravvivenza delle imprese che nella produzione di contenuti investono rilevanti risorse”.

Fabrizio Carotti, direttore generale della Fieg

Fabrizio Carotti, direttore generale della Fieg

Nel corso dell’intervento, è stata ribadita anche “la necessità di una strategia complessiva di difesa del diritto d’autore basata sia su un’educazione alla legalità e all’uso legale delle opere che su azioni efficaci di contrasto all’illegalità. In questo scenario – ha concluso Carotti – appare però anche necessaria l’adozione di una normativa che favorisca e consenta l’effettivo esercizio dei diritti di utilizzazione economica degli editori sui propri contenuti editoriali nei confronti dei soggetti che quei contenuti utilizzano nella rete”.

In merito alla riorganizzazione del settore, Carotti ha ribadito la necessità di puntare sulle nuove tecnologie. “Molto è stato fatto ma molto rimane da fare”, ha detto.  “È importante che prosegua quindi il percorso già avviato con il Protocollo di Intesa dello scorso anno e con le disposizioni sul Fondo Straordinario per l’editoria, che sta producendo i primi frutti in termini di nuova occupazione e di ricambio generazionale in un settore in profonda trasformazione”.

Di fronte alla gravità della crisi, si registra qualche “segnale positivo frutto da un lato della capacità di reazione delle imprese nell’affrontare la crisi razionalizzando i costi e, dall’altro, della grande attenzione oltre che all’esistente anche al futuro e alle potenzialità del digitale: negli ultimi mesi i quotidiani italiani hanno abbondantemente superato la soglia del mezzo milione di copie digitali vendute ogni giorno, con un incremento di oltre il 50% in un anno”, ha sottolineato ancora, citando anche alcuni dati che testimoniano la profondità della crisi del settore in tempi recenti. “In tre anni, dal 2012 al 2014, i ricavi da vendita di quotidiani e periodici sono diminuiti del -17,1%, da 3,420 a 3,065 miliardi di euro mentre i ricavi da pubblicità sono calati, nello stesso periodo, di una percentuale ancora maggiore: del -28,5%, da 2,143 a 1,725 miliardi di euro. Negli ultimi mesi, la generale tendenza all’uscita, seppur timida, dalla fase economica recessiva non è stata sufficiente ad invertire il segno, ma solo a rallentare il ritmo della decrescita. Nei primi 11 mesi del 2015 il fatturato pubblicitario dei quotidiani è, infatti, diminuito del -7,2% e quello dei periodici del -4,7%”.

La Fieg ritiene che “sia limitativa la destinazione delle risorse del Fondo per il diritto all’informazione alla sola contribuzione diretta, destinata a determinate tipologie di imprese” per quanto riguarda la proposta di legge 3345 ‘Istituzione del Fondo per il diritto all’informazione, per il finanziamento pubblico dell’editoria’, ha spiegato Carotti alla Camera. “Riteniamo, inoltre, paradossale che per l’alimentazione di tale Fondo si faccia ricorso ad un contributo di solidarietà a carico di alcuni soggetti (organi di stampa quotidiana e periodica, concessionarie di pubblicità, ecc.) che sono gli stessi che attraversano una fase di profonda crisi e che dovrebbero, pertanto, essere i destinatari del sostegno pubblico all’editoria”.

“Al fine di dare concretezza agli interventi appare indispensabile programmare una adeguata dotazione quinquennale del Fondo, in grado di garantire la necessaria copertura del complesso degli interventi previsti, nessuno escluso”. Tutto questo, continua Foroni, “in linea con quanto previsto con l’istituzione del ‘Fondo per il pluralismo dell’informazione’, destinato al sostegno pubblico delle emittenti radiofoniche e televisive in ambito locale. La Fieg sottolinea anche come sia “opportuno prevedere, tra i principi di delega, i criteri di ripartizione del Fondo tra i diversi interventi previsti al fine di garantirne la necessaria ed equilibrata copertura”. Inoltre, “non è stabilito un termine per l’emanazione del decreto di riparto del Fondo. Sarebbe auspicabile l’indicazione – spiega Carotti – di un termine per offrire elementi di certezza utili per la programmazione delle attività delle imprese”.

“Pur condividendo la promozione della lettura dei quotidiani online nelle scuole, sarebbe opportuna la previsione di agevolazioni fiscali per la promozione generalizzata della lettura di quotidiani e periodici (cartacei e online), con particolare attenzione verso specifiche fasce della popolazione (giovani e pensionati)”. Carotti è intervenuto anche sulle edicole spiegando che: “pur condividendo la necessità di prevedere la possibilità di ampliare l’assortimento dei punti vendita riguardo alla vendita di altri beni e servizi, appare opportuno prevedere una limitazione nell’estensione della superficie espositiva dedicata ad altri beni volta a conservare la centralità dei prodotti editoriali nell’attività commerciale delle edicole”. E, infine, sui prepensionamenti ha specificato che “tra i criteri di delega andrebbe indicata la salvaguardia dei piani di crisi già presentati al Ministero del Lavoro al momento dell’entrata in vigore della legge”.