Comunicazione

27 gennaio 2016 | 10:05

Padre Ciro Benedettini lascia la vicedirezione della sala stampa vaticana dopo 22 anni di servizio

Il 31 gennaio prossimo andrà in pensione “con un misto di sentimenti, in parte gioia e in parte tristezza, ma domina la gioia”. Padre Ciro Benedettini lascerà l’incarico di vice-direttore della sala stampa della Santa Sede dopo vent’anni di servizio. A succedergli, riporta l’agenzia di stampa Asca, sarà il giornalista statunitense Greg Burke. E alla Radio vaticana racconta: “Domina la gioia perché sono grato al Signore che mi ha dato l’opportunità di lavorare per la Chiesa, al servizio di tre Papi e che Papi! Uno di questi poi è Santo e non capita a tutti di essere stati vicino a un Santo e non solo di averlo visto, ma di averci parlato, di averci mangiato insieme, di averlo servito per tanti anni: Giovanni Paolo II”.

Padre Benedettini, passionista, racconta come una “epopea” anche gli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II e il suo funerale: “Noi eravamo ‘fasciati’ – oserei dire – dalla gente, ma questa gente era silenziosa, appena sussurrava le preghiere; e poi ricordo che quando abbiamo annunciato la morte, i giornalisti venivano a portarci le condoglianze e c’erano delle persone che erano fuori la sala stampa, sotto i propilei, che chiedevano – anche loro – di entrare per venire a farci le condoglianze e ce le facevamo reciprocamente, perché tutti sentivamo che avevamo perduto una persona veramente cara. Io la chiamo ‘epopea’ perché c’era come una osmosi tra noi e la folla: i sentimenti della folla erano i nostri, i nostri erano i sentimenti della folla. Certo, abbiamo sentito il dolore per la perdita del Papa, ma – nell’insieme – c’è stato questo trionfo di unità verso il Santo Padre e quindi un trionfo anche di fede, fede nella vita eterna”.

Padre Ciro Benedettini (foto Olycom)

“Quando sono venuto c’era ancora tutta un’informazione data sulla carta, un’informazione cartacea”, racconta padre Benedettini. “Ricordo che – esattamente un anno dopo il mio arrivo in sala stampa – nel Natale del 1995, insieme al dott. Navarro-Valls riuscimmo ad installare Internet: credo che sia uno dei miei punti di onore, di aver cioè fatto parte di questo team che ha portato avanti questo nuovo mezzo di comunicazione così importante nella Santa Sede. Man mano che si è andati avanti, la digitalizzazione e l’informatizzazione è progredita fino a rendere quasi soltanto complementare laparte cartacea. L’altra grande novità – a mio parere – è il fatto che c’è questa esplosione dell’informazione. Una ventina di anni fa la rassegna stampa e il monitoraggio era semplice: una ventina di giornali e riviste ed era fatta. Adesso con i blog, con i social media, c’è una esplosione tale di informazione che è difficile realmente controllarla. Anche perché, anche se non è quella ufficiale – come quella delle agenzie – ma semplicemente quella dei social media, spesso ha un’influenza molto importante e molto grande. Non si può non tenerne conto. Il problema è che, quando io sono venuto qui, i giornalisti per avere l’immediatezza dell’informazione vaticana erano ‘costretti’ a venire in sala stampa: adesso siamo noi, con Internet, che li inseguiamo, che mandiamo l’informazione vaticana ad inseguirli dovunque sono!”