27 gennaio 2016 | 10:52

Utile netto a 18,4 miliardi per Apple nel primo trimestre fiscale 2016, ma rallentano le vendite di iPhone, che da solo vale i due terzi dei ricavi

Apple ha registrato un utile netto pari a 18,4 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale 2016, concluso lo scorso 26 dicembre. Come riporta Adnkronos, nello stesso periodo dell’anno precedente, il dato era stato pari a 18 miliardi.

Come comunicato dall’azienda di Cupertino in una nota, il fatturato trimestrale è stato pari a 75,9 miliardi di dollari, in crescita rispetto al 2014, quando era risultto pari a 74,6 miliardi. E il margine lordo è stato pari al 40,1% percento, rispetto al 39,9% dello stesso trimestre 2015. Le vendite internazionali hanno rappresentato il 66% del fatturato trimestrale.

Tim Cook, ceo di Apple

Diversi osservatori da tutto il mondo, tuttavia, hanno fatto notare che nel primo trimestre fiscale 2016 il tasso di crescita dell’iPhone è stato il peggiore dal 2007, quando è stata lanciata sul mercato la sua prima versione. Gli iPhone venduti sono stati 74,8 milioni contro i 76,54 milioni previsti, ma è stato evitato il declino su base annuale rispetto ai 74,5 milioni di un anno fa, scrive il Sole 24 Ore. Il 25% delle vendite dello smartphone targato Apple, che da solo rappresenta, come fa notare Mf Dj, i 2/3 dei ricavi, è in Cina.

Se iWatch e Apple Tv ancora rappresentano una voce non impattante nei ricavi, tanto che sono conteggiati insieme alle cuffie e agli iPod e nemmeno è noto il numero esatto di pezzi venduti, il ceo Tim Cook, in un’intervista al Wall Street Journal ha messo in preventivo vendite in crescita per gli iPad nei prossimi mesi e un miglioramento per altri servizi come Apple Music e si è detto “convinto che le cose che stiamo facendo sono giuste”, ricordando che “non viviamo un trimestre di 90 giorni e non investiamo in un trimestre di 90 giorni”.

Se come prevede Apple i ricavi per il trimestre in corso si attesteranno tra i 50 e i 53 miliardi, potrebbe persino verificarsi peggior declino dal 2011 e la società andare incontro a sofferenze sul fronte liquidità, mentre già oggi pesa l’apprezzamento del dollaro.