27 gennaio 2016 | 18:47

Con Verdelli puntiamo a razionalizzare le news utilizzando al meglio le risorse, dice la presidente Rai Maggioni. E sul licenziamento di Azzalini aggiunge: abbiamo un’altra idea di servizio pubblico

“Abbiamo un’altra idea di servizio pubblico”. Così Monica Maggioni affronta la questione legata alla decisione di Viale Mazzini di licenziare Antonio Azzalini, dopo gli episodi verificatisi durante la trasmissione ‘L’anno che verrà’ del 31 dicembre scorso. “Dopo un’attenta riflessione la Rai ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con il dirigente che ha deciso di anticipare il countdown di Capodanno”, ha spiegato nel corso dell’audizione svoltasi il 27 gennaio in Commissione di Vigilanza Rai. “Non si può dire che ‘si è sempre fatto così’, perché dall’istruttoria emerge che non si faceva sempre così”, ha detto, riferendosi alla linea difensiva assunta da Azzalini. Maggioni ha aggiunto che si è trattato di una “scelta deliberata autonoma non condivisa da nessuno”, che rischiava di “mettere in discussione la credibilità del servizio pubblico”. “Decidere scientemente di minare questa credibilità è stato ritenuto un atto inaccettabile”.

Monica Maggioni (foto Olycom)

Nel corso dell’audizione, Maggioni ha affrontato anche altri temi, a cominciare dall’attenzione del servizio pubblico per lo sport. Riferendosi all’acquisito dei diritti per dieci Gran Premi in diretta di Formula uno e undici in differita, la Maggioni  lo ha definito “un segno di quanto lo sport sia un pezzo centrale dell’azione della Rai”. Sempre restando nell’ambito dell’offerta sportiva, Maggioni ha precisato che “anche lo sci alpino avrà il suo spazio”, sottolineando anche che si sta “lavorando molto per la prossima estate”, quando ci saranno gli Europei di calcio e le Olimpiadi.
In merito al ruolo di Carlo Verdelli, la presidente Rai ha secificato che l’obiettivo che il servizio pubblico mira a raggiungere è una razionalizzazione del “sistema dell’informazione per utilizzare al meglio le risorse affidate a Rai ed evitare sovrapposizioni”. “Un’azienda come la Rai non può permettersi di non avere un piano industriale”, ha ribadito, sottolineando che il contratto di servizio “è in fase di rinnovo” e se cambiasse “ciò comporterà che eventualmente verranno rimodulate le strategie”.