29 gennaio 2016 | 9:44

Cambio ai vertici di Sky: James Murdoch torna presidente dopo quattro anni. Presentati i conti semestrali del gruppo con ricavi e abbonati in crescita in Europa. Ma in Italia il fatturato cala del 3%

James Murdoch, figlio del magnate dei media Rupert Murdoch, torna presidente di Sky, a 4 anni dalle sue dimissioni, prendendo il posto di Nicholas Ferguson. James Murdoch è stato direttore generale di Sky dal 2003 al 2007 e presidente del gruppo televisivo dal 2007 al 2012, quando si dimise nel bel mezzo dello scandalo sulle intercettazioni telefoniche che ha terremotato News Corp, la holding del gruppo.

In quell’occasione, riporta l’agenzia di stampa Agi, la famiglia Murdoch dovette rinunciare ad assumere il pieno controllo di Sky, che all’epoca si chiamava BSkyB. James Murdoch è attualmente direttore generale della 21st Century Fox, il gioiello dell’impero mediatico Murdoch, che controlla il 39% di Sky.

James Murdoch (foto Olycom)

James Murdoch (foto Olycom)

Jeremy Darroch, direttore generale di Sky, ha accolto favorevolmente il ritorno di James Murdoch, evidenziando “la profonda conoscenza che James possiede dei media internazionali e il suo appassionato impegno a sostener e il successo di Sky”.

Intanto sul fronte economico il gruppo ha chiuso i primi sei mesi dell’esercizio 2015-2016, terminati il 31 dicembre, con ricavi per 5,7 miliardi di sterline, in rialzo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2014. Secondo la nota diramata dalla pay tv, ripresa da Ansa, il margine operativo lordo è migliorato dell’8% a 1,049 milioni di sterline, i profitti operativi sono saliti del 12% a 747 milioni e l’utile per azione del 10% a 29,9 pence. Nel secondo trimestre dell’anno è cresciuto il numero degli abbonati, con 337 mila nuovi clienti, salendo a 21,5 milioni su scala europea. L’aumento più alto in Gran Bretagna e in Irlanda, dove si è registrata la più alta crescita dell’ultimo decennio.

Anche in Italia è aumentato nell’ultimo trimestre in numero degli abbonati, con 12mila nuovi clienti, che riportano la base a 4,7 milioni di abbonati. Tuttavia nel nostro Paese nel primo semestre dell’anno i ricavi si sono ridotti del 3% a 953 milioni di sterline. Una diminuzione da mettere in relazione con il calo dei clienti nel corso dello scorso anno e il venir meno della pubblicità legata alla Coppa del mondo di calcio.
I risultati, spiega la nota, sono stati influenzati anche da un contesto commerciale altamente competitivo e dalla perdita dei diritti della Champions League. La flessione del fatturato, in controtendenza rispetto al trend del gruppo, ha pesato sui profitti operativi, scesi da 31 a 25 milioni di sterline, anche se la riduzione è stata parzialmente compensata dal programma di taglio dei costi ed efficienza operativa.