29 gennaio 2016 | 12:33

Il futuro della musica è nel live e nello streaming, dice il presidente di Sony music Italia. Ma la percentuale girata da Youtube sulla pubblicità è irrisoria

“Il futuro della musica è nel live e nello streaming, perché il live non è duplicabile, il biglietto o ce l’hai o non ce l’hai, e perché chi prova lo streaming non torna più indietro, sebbene in Italia ci sia ancora moltissima strada da fare”. Lo ha detto Andrea Rosi, presidente di Sony Music Italia, che, come riporta l’Adnkrnonos, ha parlato anche di Sanremo.

Sanremo è “un grande amplificatore di progetti musicali sia per gli artisti già noti che per i giovani. Ma un ruolo fondamentale per gli artisti emergenti lo rivestono anche i talent show come ‘X Factor’ e ‘Amici’, dove i giovani godono di un’esposizione più lunga”m ha detto Rosi, ammettendo che su quest’ultimo ha un parere di aprte dato dal fatto che guida l’etichetta-partner del talent show che va in onda su Sky.

Secondo Rosi “con l’inversione di tendenza che ha riportato in positivo i numeri del mercato delle vendite italiano (+25% nei primi 9 mesi del 2015) finalmente si è tornati ad occuparci della nostra mission principale: lavorare sulle carriere dei nostri artisti, sulla scoperta di nuovi talenti e con gli autori sulla scelta delle canzoni. Negli ultimi dieci anni invece ci siamo occupati quasi soltanto di temi di sopravvivenza per fronteggiare la rivoluzione digitale”, sottolinea.

Invitando a guardare con attenzione i dati di vendita, Rosi ha precisato che vedono grandi differenze tra artisti italiani e stranieri: “La tenuta dei formati tradizionali si deve quasi solo agli artisti italiani ma vede un sostanziale crollo degli stranieri, sul fronte dello streaming è il contrario: qui è la musica internazionale a farla da padrona. Mentre la crescita del vinile riguarda una nicchia audiofila, soprattutto over 30 se non over 40 che si ricompra dischi che hanno fatto la storia della musica”.

Secondo Rosi, “il bello è che c’è spazio un po’ per tutto e che sicuramente è in crescita il consumo di musica e in decrescita il fenomeno della pirateria, che comincia a non essere più così ‘cool’ tra le nuove generazioni. La nota dolente è che alcune fruizioni vengono ancora retribuite pochissimo: per esempio quelle su Youtube, che gira una percentuale sulla vendita di pubblicità, di fatto incontrollabile e quasi sempre irrisoria”.

Mentre per il discorso dello streaming, i maggiori player, Apple, Spotify, Deezer e Tim Music, “riconoscono percentuali più in linea con il mercato”.

Sony, peraltro, ha una squadra in partenza per il Teatro Ariston, composta, per quanto riguarda i big in gara, da sei artisti: Noemi, Lorenzo Fragola, Francesca Michielin, Enrico Ruggeri, Rocco Hunt e Neffa.