29 gennaio 2016 | 19:13

Rivoluzione a Politico. Lascia il fondatore Jim VandeHei e con lui Mike Allen, chief correspondent dalla Casa Bianca. In uscita anche il coo Kim Kingsley

Jim VandeHei sarebbe in procinto di lasciare Politico, il sito da lui fondato 8 anni fa insiema a John Harris. Stessa cosa per il chief correspondent dalla Casa Bianca Mike Allen, autore di ‘Politico Playbook’, la newsletter giornaliera molto apprezzata dagli inserzionisti in grado di fruttare, secondo quanto scrive il WashingtonPost, una media tra i 50 e i 60 mila dollari di sponsorizzazioni settimanali, a seconda del ciclo di notizie.

E non sarebbero gli unici. Insieme a loro ci sarebbe anche il coo Kim Kingsley, che con il suo apporto ha contribuito a rendere il sito la fonte di riferimento sia per lettori che per gli advertiser. Sul piede di partenza anche Danielle Jones e il chief revenue officer Roy Schwartz.

Jim VandeHei

VandeHei, Allen e Schwartz, scrive il sito, resteranno durante le elezioni del 2016, gli altri lasceranno prima, con l’editor in chief John Harris che dovrebbe così anche assumere il ruolo aggiuntivo di publisher. Le partenze seguirebbero le voci di tensioni tra VandeHei e la proprietà su questioni legate principalmente alle spese e ai budget. E, stando a quanto aggiunge l’HuffingtonPost, i fuorisciti potrebbero essere pronti a fondare un loro sito di news.

VandeHei  ha assunto la carica di ceo nel 2013, dopo l’acquisto di Capital New York, sito che Politico ha usato per la sua espansione in New Jersey e Florida. Altro passaggio significativo è stato lo sbarco in Europa in partnership con Axel Springer. E l’obiettivo, scrivevano VandeHei e Harris l’anno scorso, era di essere presenti in tutti i 50 stati americani entro il 2020.
Un progetto ambizioso, mai nascosto nemmeno agli inizi quando VandeHei aveva dichiarato di voler mostrare un giornalismo che fosse migliore rispetto a quello del ‘New York Times’ o del ‘Washington Post’.

Nel suo post di saluto, VandeHei ha celebrato i successi raggiunti dal sito: “Insieme abbiamo creato uno dei più rispettati e temuti brand di giornalismo. Uno dei pochi con un modello di business basato su risultati reali, non speranze. La nostra formula editoriale funziona”.