02 febbraio 2016 | 13:31

Fico a Strasburgo: la riforma del servizio pubblico italiano è simile a quella polacca. Intervenga la Commissione europea

La Commissione europea esamini la riforma Rai in Italia per capire se necessario avviare una procedura, così come è stato fatto con la Polonia. Questa la richiesta del presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, alla conferenza stampa tenutasi questa mattina a Strasburgo e trasmessa in live streaming anche sul blog di Beppe Grillo. Accanto a lui Isabella Adinolfi, eurodeputato e titolare della Commissione Cultura, David Borrelli, eurodeputato e co-presidente gruppo Efdd, e Piernicola Pedicini, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

Nella foto, da sinistra: Piernicola Pedicini, eurodeputato e capo-delegazione M5S Europa, Roberto Fico, presidente della Commissione parlamentare Vigilanza Rai, Isabella Adinolfi, eurodeputato e titolare della Commissione Cultura, e David Borrelli, eurodeputato e co-presidente gruppo Efdd

“Ci sono tante analogie”, ha detto Fico.”In Polonia, come in Italia, il governo nomina componenti del Consiglio di Amministrazione. Stesso ragionamento sul fronte del potere di revoca, che è nelle mani di chi li nomina. Insomma”, continua il deputato M5s, “le analogie ci sono. La stessa premier polacca, si è difesa dalle critiche dell’Europa, dicendo che il loro nuovo sistema è ispirato al nostro. Come italiano, mi piacerebbe smentirla, ma non posso farlo.

“A dicembre è stata approvata in Italia una riforma, voluta fortemente da Renzi, che nelle intenzioni doveva liberare definitivamente la Rai dai partiti, mentre in realtà la consegna direttamente al governo. Come in Polonia”. “Ci sono contesti diversi, ma i principi di base sono simili”, ha detto Fico, riferendosi alla formazione dei consigli di amministrazione, alla scelta dei componenti o la questione della revoca.

“Con questa legge ci allineiamo alle peggiori esperienze europee”, ha poi aggiunto, citando i casi di Moldavia e di Ungheria censurate rispettivamente  dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo e dalla Commissione di Venezia perchè avevano una legislazione simile. Ora si aggiungono Italia e Polonia”.
“Se c’è un rischio forte in Polonia, lo stesso da noi in Italia”. “Serve una rivoluzione culturale per avere un’informazione più libera e onesta intellettualmente: la tv pubblica non può essere soggetta alla volontà della politica ma tutelare i cittadini e la democrazia”. “Per questo chiedo alle istituzioni europee di non avere due pesi e due misure: così come ha messo sotto la sua lente il governo polacco, deve guardare al caso italiano e alla sua riforma del sistema radiotelevisivo”.

Immediate le reazioni politiche in Italia e in Europa, riprese dall’agenzia Ansa. “La questione dei diritti democratici e dell’informazione calpestati in Polonia è una cosa seria, anzi drammatica. Fare paragoni cosi assurdi e usare la Polonia tanto per attaccare Renzi e l’Italia è un’azione ridicola e anche molto cinica”, ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia che ha definito l’intervento di Fico “una triste esibizione di provincialismo”. Della stessa idea Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc ed europarlamentare Ppe, che ha parlato di un “paragone inconcepibile e fuori dal mondo”, e Gianni Pittella, presidente del gruppo socialista e democratico al Parlamento europeo che ha aggiunto: “Io sono stato in Polonia e là si sta cercando di togliere l’aria, il sangue e ogni mezzo ai giornali di opposizione al governo. Non è certo una soluzione lontanamente paragonabile a quella italiana”.
“Probabilmente l’Italia non è coma la Polonia, ma non vorrei che Renzi la voglia imitare: con questa riforma della Rai c’e’ il tentativo del governo di impossessarsi del sistema pubblico”, ha affermato Antonio Tajani. “Vedo che l’esecutivo punta tutto sulla comunicazione visto che manca la sostanza e la volonta’ di fare in modo che la Rai divenga uno strumento della propaganda politica”.