TLC

02 febbraio 2016 | 16:44

Liberare le frequenze sopra i 700 Mhz entro il 2020 dai segnali tv. Le mosse dell’Unione Europea per apire il mercato al 5G

L’Ue si prepara all’avvento del 5G e dell’internet delle cose, dove intende essere leader, e predispone la liberazione della banda ad altissima frequenza da 700 MHz, attualmente occupata dalle trasmissioni tv del digitale terrestre, per metà 2020. E’ il senso della proposta presentata oggi dalla Commissione Ue, che si inserisce nel pacchetto per la creazione del mercato unico digitale europeo. Secondo quanto spiega l’agenzia Ansa, si tratta anche del primo passo verso la revisione della gestione dello spettro in termini più europei, le cui nuove regole sono attese tra giugno e settembre insieme con il quadro normativo Ue per le tlc.

Bruxelles chiede di liberare le frequenze tra 694-790 MHz entro fine giugno 2020 per destinarle alle accresciute esigenze di banda wireless, che si prevede aumenteranno 8 volte da oggi ad allora, e che saranno necessarie per portare l’internet ad alta velocità anche nelle zone remote e a predisporre la base tecnica per i servizi del futuro come auto connesse o e-health. Le frequenze sotto i 700, ovvero quelle tra 470-694 MHz, resteranno invece a disposizione della tv digitale terrestre.

Guenther Oettinger (foto Olycom)

Per arrivare a questo risultato lasciando sufficientemente tempo ai Paesi di organizzarsi, la Commissione prevede un calendario progressivo, per cui entro il 31 dicembre 2017 i 28 dovranno concludere tutti gli accordi di coordinamento transfrontalieri per evitare le interferenze dentro l’Ue, con roadmap nazionali da presentare entro metà 2017. Entro il 30 giugno 2020 al più tardi, quindi, la banda da 700MHz dovrà essere messa effettivamente a disposizione. “Con questa proposta dimostriamo che possiamo avere entrambe le cose: un settore audiovisivo vivace così come lo spettro necessario per il 5G”, ha dichiarato il commissario all’economia digitale Guenther Oettinger. La proposta, che fa seguito alla consultazione pubblica e al rapporto di Pascal Lamy in cui si è già lavorato a monte per conciliare le diverse esigenze di operatori tlc, tv e stati membri, deve ora essere adottata da Europarlamento e Consiglio Ue.