03 febbraio 2016 | 16:52

Il giornalismo senza etica che cerca solo contatti e accessi non ha futuro, dice l’arcivescovo di Torino Nosiglia: la professione ha bisogno di un’anima

“Se non ci sono valori l’unica realta’ vincente e’ quella del cosiddetto mercato: si sparano titoli e notizie senza verificare, senza badare se feriscono. E si spera di vendere di piu’, di guadagnare contatti e accessi. Ma lungo questa strada il vostro mestiere non ha un gran futuro”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia incontrando, oggi, i giornalisti in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono della categoria.  lo riferisce l’agenzia Agi.

 Cesare Nosiglia

Cesare Nosiglia

“La professione giornalistica – ha aggiunto Nosiglia – ha bisogno di un’anima, deve partire da dentro. Quando diffondiamo notizie, pubblichiamo opinioni nostre o altrui, dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro lavoro di comunicatori incide sulle vite degli altri”.Secondo l’arcivescovo di Torino “c’e’ poi un altro rispettoche non e’ cosi’ scontato, ed e’ quello della verita’ dei fatti. Troppo spesso la disinformazione, a tutti i livelli, – ha osservato – e’ diventata normale come l’informazione”. Da Nosiglia arriva, quindi, l’invito ai giornalisti a “continuare la riflessione sul ruolo di servitori della notizia, ma non solo di quelle negative, che sono certo sempre piu’ appetibili dal pubblico, ma di quelle positive che invece si danno per scontate e non emergono come dovrebbero per dare speranza. Servitori della notizia e formatori dell’opinione basata sulla verita’ dei fatti, sul non esasperare i contrasti”. (AGI)