Protagonisti del mese

04 febbraio 2016 | 10:34

La sterzata

A poche settimane dall’insediamento alla direzione della Stampa, Maurizio Molinari ha già inaugurato interventi significativi nell’organizzazione e nelle scelte editoriali del quotidiano torinese.

Il nuovo direttore, dopo aver preso il testimone dalle mani di Mario Calabresi dall’inizio dell’anno, sembra ben intenzionato a dare una sterzata alla politica informativa del giornale di via Lugaro. Molto competente in materia di politica estera (è stato corrispondente per più di un decennio dagli Stati Uniti e, poi, negli ultimi due anni da Gerusalemme e da Ramallah), molto attento al fronte di guerra mediorientale dove sono entrate in conflitto forze spesso incomprese, Molinari ha scelto di inviare Giordano Stabile a Beirut, capitale da cui è possibile seguire più da vicino le sanguinose cronache del Califfato e della guerra siriana. Stabile, che è alla Stampa dal 1999 e che ultimamente svolgeva a Torino la funzione di vice responsabile della redazione esteri, ha dunque ora assunto il ruolo di giornalista itinerante con la missione di monitorare l’intera regione.

Luca Molinari

Sempre dall’inizio di febbraio, Andrea Malaguti, attuale capo della redazione romana, è chiamato a guidare l’appena inaugurato desk che si occupa di inchieste. Malaguti è noto tra l’altro per avere seguito con molta attenzione la nascita e la crescita del MoVimento 5 Stelle, tanto da essere stato colpito dalle ire funeste di Beppe Grillo, che poco meno di un paio di anni dopo arrivò a insinuare che fosse legato ai servizi segreti. Accusa che destò la reazione immediata della Stampa. L’allora direttore Calabresi rispose velocemente e a tono al capo pentastellato ricordando a tutti che “Malaguti è solo un giornalista, che ha raccontato in questi mesi la realtà dell’M5S con serietà e competenza riconosciute da tutti. Non ha certo bisogno di fantomatici servizi segreti per il suo lavoro: i suoi ferri del mestiere sono l’esperienza, il fiuto e il metodo giornalistico”. Riguardo al gruppo di inchiestisti, Maurizio Molinari spiega che “si tratta di un gruppo di giornalisti sia della carta sia del web chiamati a pensare e a realizzare inchieste sul lungo e medio periodo. Questo per rispondere all’esigenza di uscire dall’emergenza permanente in cui si trova il giornalista di un quotidiano e per approfondire temi che non possono essere liquidati nel day by day”.

L’articolo  è sul mensile Prima Comunicazione n. 468 – Gennaio/Febbraio 2016
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