04 febbraio 2016 | 12:15

No agli elenchi telefonici costruiti pescando dati online da altri siti. Il Garante della privacy vieta il web scraping e valuta l’adozione di eventuali sanzioni

No ai software che ‘pescano’ online in maniera sistematica e indiscriminata dati e informazioni per realizzare elenchi telefonici. Le società che intendono costituire questo tipo di pubblicazione, cartacea o online, devono utilizzare il data base unico (dbu), l’archivio elettronico che raccoglie numeri di telefono e altri dati dei clienti di tutti gli operatori nazionali di telefonia fissa e mobile. In alternativa, devono acquisire il consenso libero, informato, specifico per ogni finalità che si intende perseguire (come la consultazione online dell’elenco o la ”ricerca inversa” delle generalità di un abbonato attraverso il numero di telefono).

Sono questi i principi, scrive l’Adnkronos, ribaditi dal Garante privacy che ha dichiarato illecito e vietato a una società la formazione e la diffusione online di un elenco telefonico contenente dati di oltre 12.500.000 persone non raccolti dal dbu ma da altri siti web (mediante web scraping) senza il consenso degli utenti. I dati trattati in modo illecito dovranno essere cancellati dalla società.

Le numerose segnalazioni pervenute all’Autorità, riferisce l’Adnkronos, lamentavano la diffusione sul sito della società di un elenco telefonico online contenente vari dati personali (nome e cognome, indirizzo, recapito telefonico, a volte anche utenze riservate, numero di cellulare o indirizzo email) raccolti senza consenso. Alcuni segnalanti, inoltre, associavano la ricezione di telefonate promozionali indesiderate alla messa a disposizione dei propri dati sul sito.

Dagli accertamenti effettuati è emerso che, rileva il Garante della privacy, la società gestiva un sito in cui aggregava e rendeva disponibili i numeri di telefonia fissa e altri dati personali raccolti in maniera automatica e sistematica attraverso script lanciati direttamente sulle fonti web acquisendone i contenuti (web scraping). Gli script, come affermato dalla società, erano impostati in modo tale da raccogliere qualsiasi informazione pubblicata su fontiweb accessibili a tutti, per poi metterla a disposizione degli utenti del sito della società.

Nel disporre il divieto, conclude l’Adnkronos, il Garante ha riaffermato le regole sulla formazione degli elenchi telefonici e ha ritenuto la pubblicazione online di un elenco telefonico non tratto dal dbu e senza il consenso degli interessati un trattamento particolarmente invasivo per l’agevole reperibilità dei dati anche mediante i più comuni motori di ricerca e per la possibilità che essi possano essere utilizzati anche
per ulteriori trattamenti (ad es. marketing indesiderato).

L’Autorità sta valutando l’applicazione di una sanzione amministrativa per gli illeciti commessi dalla società.