04 febbraio 2016 | 18:10

Non capisco le scelte in chiaro di Sky, dice Pier Silvio Berlusconi, che su Premium aggiunge: nel 2015 superati i 2 milioni di abbonati. Il futuro sarà con meno canali, più eventi e non lineare

“Sono tranquillo e fiducioso del fatto che dimostreremo che tutto si è svolto in un ambito di concorrenza addirittura esasperato”. Così Pier Silvio Berlusconi si è espresso a proposito dell’accusa che l’Antitrust ha rivolto a Mediaset e Sky su un presunto accordo per la spartizione dei diritti televisivi delle squadre di calcio di Serie A. Stando a quanto riporta l’agenzia Ansa, parlando a margine della presentazione dei progetti 2016 della Fabbrica del Sorriso, il vice presidente e ad Mediaset si è espresso sui risultati di Mediaset Premium proprio in relazione ai diritti sul calcio e nello specifico la Champions League: “Sapevamo che era una sfida tosta, ma in un contesto in cui il mercato pay tv ha perso il 20% in due anni e il nostro concorrente registra un calo di abbonati, noi abbiamo un aumento di spesa media e di abbonati che è in linea con le nostre aspettative”, ha aggiunto Berlusconi segnalando che Premium ha superato i 2 milioni di abbonati a fine 2015. “Per l’utile c’è tempo”, ha detto. “Intanto era importante sviluppare la base di utenti: il futuro sarà con meno canali, più eventi e un’attenzione al non lineare”, ha spiegato poi citando a quest’ultimo proposito i dati di Infinity e Premium Play, che contano 600mila persone che hanno provato la piattaforma digitale e oltre 600mila utenti regolari del servizio on demand della pay tv del Biscione.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Sull’ipotesi di una piattaforma comune o un’alleanza nella pay tv con Vivendi, Pier Silvio Berlusconi ha rimandato a quanto detto anche dal presidente del gruppo francese: “Tutto è possibile”. Parlando di Sky e dei suoi canali in chiaro, il vicepresidente e ad di Mediaset ha segnalato di non capirne del tutto le motivazioni. Ci sono state offerte su Premium? Offerte “ufficiali non ce ne sono state”, ha risposto. A proposito delle emittenti radiofoniche recentemente rilevante dal gruppo, poi, Berlusconi ha spiegato di crederci molto per ottenere ascolti complementari alla tv: “Stiamo lavorando per creare nell’arco di mesi il vero polo radiofonico italiano”, ha spiegato.

Infine un riferimento all’andamento della raccolta pubblicitaria. Berlusconi ha espresso una certa soddisfazione per i risultati di gennaio, parlando di “un deciso segno ‘più’ e ottime speranze per febbraio, benché ancora manchi una vera ripresa”.