04 febbraio 2016 | 16:48

Prosegue il battibeccho a distanza tra la senatrice Cirinnà e il direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga

Prosegue il battibeccho a distanza tra la senatrice Cirinnà e il direttore di Radio Maria. “La senatrice Monica Cirinnà, a quanto ho letto, si è dichiarata cattolica, e quindi mi sono rivolto a lei in quanto condividiamo la stessa fede”. Così padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, precisa all’Adnkronos il senso delle sue dichiarazioni finite al centro delle polemiche. “Ho voluto ricordare alla senatrice che la gloria di un successo politico è effimera, mentre il Giudizio di Dio resta per l’eternità”.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria

“Monica Cirinnà mi sembra un po’ la donna del capitolo 17 dell’Apocalisse: la Babilonia”, aveva detto padre Livio durante la consueta rassegna stampa mattutina dalle frequenze di Radio Maria. “Adesso brinda con prosecco alla vittoria. Signora, arriverà anche al funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più lontano possibile ma arriverà anche quello”.

Pronta la replica di Cirnnà su Twitter, che ha scritto: “Mo’ me lo segno”, richiamando il link alla celebre scena del film ‘Non ci resta che piangere’ in cui Massimo Troisi replica in questo modo a chi gli diceva “ricordati che devi morire”.

“Chi legge i miei scritti sa che io chiamo ’Babilonia’ il mondo senza Dio”, ha precisato oggi Padre Livio all’Adnkronos. Quel mondo “descritto dal romanzo di Benson ‘ll padrone del mondo’. Intendevo dire che la proposta di legge della senatrice contribuisce a costruire questo tipo di mondo, dove l’uomo si mette al posto di Dio”.

“Assicuro alla senatrice Fedeli – prosegue il direttore di Radio Maria – che mi ha citato oggi in Parlamento, che il mio rispetto per la donna in generale, e per la senatrice Cirinnà in particolare, è fuori discussione. Da mia madre ho preso la forza e il coraggio e ho messo la mia vita al servizio della Madonna. D’altra parte io sostengo che sarà la donna (quella vestita di sole dell’Apocalisse) a salvare la nostra generazione”.

Quanto al ddl sulle unioni civili, il pensiero di padre Livio è quello di sempre: “condivido la posizione dell’Autorità ecclesiastica”. In concreto, conclude, “credo che la politica debba cercare un compromesso stralciando della legge le adozioni e i tanti riferimenti al diritto matrimoniale e di famiglia. Se questo avverrà invierò alla senatrice Cirinnà un mazzo di rose bianche”.