Mercato

05 febbraio 2016 | 16:16

Tornano il 23 giugno 2016 i Dig Awards sul giornalismo d’inchiesta. Nuovi membri nella giuria e 6 categorie di concorso

Tornano per il secondo anno i Dig Awards, premi internazionali dedicati al giornalismo d’inchiesta video che saranno assegnati a Riccione durante il Dig Festival, in programma dal 23 al 25 giugno 2016. Tante le novità, come spiega una nota, per questa edizione del concorso, nato dalla ventennale esperienza del Premio Ilaria Alpi e organizzato dall’associazione Documentari inchieste giornalismi.

La prima novità riguarda l’associazione Dig, che quest’anno entra a far parte del Global investigative journalism network, la più importante rete mondiale del giornalismo investigativo. E vocazione internazionale per la giuria: il nuovo presidente è Gavin MacFadyen, direttore del Centre for investigative journalism di Londra e responsabile, dal 1970, di oltre 50 programmi d’inchiesta per Bbc, Channel 4 e Pbs. Nella sua carriera MacFadyen si è occupato dei temi più disparati – dal lavoro minorile alla tortura, sino al Watergate e ai legami tra la mafia e Frank Sinatra – e ha condotto inchieste in tutto il mondo, filmando spesso sotto copertura.

Con lui entrano in giuria John Goetz, reporter della tv pubblica tedesca Ard, Nils Hanson, icona dell’inchiesta scandinava e della tv svedese Svt, Sarah Harrison, giornalista e consulente legale di WikiLeaks, protagonista della fuga di Edward Snowden nel 2013. I nuovi giurati si aggiungono ad altri nove grandi professionisti: Alexandre Brachet, fondatore della casa di produzione francese Upian; Riccardo Chiattelli, direttore di laeffe; Corrado Formigli, autore e presentatore di Piazza pulita (La7); Monica Maggioni, presidente Rai; Marco Nassivera, direttore dell’informazione per l’emittente franco-tedesca arte; Alberto Nerazzini, giornalista freelance; Juliana Ruhfus, reporter di Al Jazeera; Andrea Scrosati, Executive Vice President Programming di Sky Italia; Margo Smit, giornalista e dirigente della tv pubblica olandese NOS.

Aumentano le categorie di concorso, sei. Da segnalare la sezione Focus on Italy, che assegna un premio di produzione di 20.000 euro al miglior progetto d’inchiesta video dedicato all’Italia (iscrizioni aperte fino al 16 maggio). Il vincitore è scelto in una sessione di pitching in cui gli autori presentano il loro progetto alla giuria e a una platea composta da società di produzione, distributori e rappresentanti dell’autorevole Journalism Fund. Un appuntamento unico in Italia e un’opportunità preziosa per tutti i finalisti, che quest’anno raddoppiano e salgono a dieci. Intanto, grazie all’attualità dei temi trattati e all’interessamento di Sky Italia, sono già due i progetti del 2015 trasformati in inchieste tv: il vincitore Italian offshore, sulle trivellazioni al largo delle coste italiane, e Follow the paintings, uno spaccato di cosa si nasconde dietro al boom del mercato dell’arte.

Le altre cinque sezioni di concorso premiano invece opere prodotte: inchieste televisive (Investigative), reportage video di lunga durata (Long reportage), reportage video inferiori ai 26 minuti (Short reportage) e lavori di data journalism (Data). Per sostenere la diffusione del linguaggio video tra le testate online, viene infine introdotta la sezione Digital, riservata a inchieste e reportage video creati per siti d’informazione (durata massima 12 minuti). In queste sezioni le iscrizioni terminano il 31 marzo.