L’Associazione stampa romana chiede le dimissioni del presidente Inpgi, Andrea Camporese, rinviato a giudizio per truffa e corruzione

“Se Camporese ha a cuore l’istituto che ha guidato per anni, che e’ alla vigilia di elezioni su cui abbiamo bisogno di confrontarci seriamente sulle misure per salvarlo, che ha approvato una manovra di tagli alle prestazioni solo parzialmente promossa dai ministeri vigilanti che chiedono sacrifici ancor piu’ dolorosi, dovrebbe entrare nel processo Sopaf deponendo la giacca di presidente dell’Inpgi”. Lo dice la segreteria dell’Associazione stampa romana in una nota a proposito del rinvio a giudizio di Andrea Camporese per truffa e corruzione nell’ambito dell’inchiesta Sopaf a Milano. Una vicenda “che impone alcune riflessioni di legge e altre di opportunita’”. Fermo restando – premette la segreteria dell’Asr – che “Andrea Camporese e’ innocente fino a prova contraria, fino alla fine del processo. Non siamo garantisti a giorni alterni. Di tutt’altro avviso le questioni di opportunita’”.

Viene quindi detto che “questa vicenda molto lunga non ha fatto altro che sfibrare il rapporto di fiducia che deve esistere tra i colleghi e chi li rappresenta negli istituti di categoria. Opportunita’ avrebbe voluto che Inpgi si fosse gia’ costituito parte civile anche per tutelare il proprio vertice”. E ora, dopo il rinvio a giudizio, “esiste una opportunita’ ancora piu’ stringente, figlia del rapporto solidale tra i giornalisti. Anche se il mandato sta per scadere, neanche per un solo giorno possiamo immaginare che accanto a Camporese salgano sul banco degli imputati i colleghi che continua a rappresentare. E questo proprio perche’ la responsabilita’ penale e’ personale ed e’ un principio di civilta’ giuridica da ribadire anche in questo caso”. E – concldue la nota – “a questo punto Inpgi metta responsabilmente in campo tutte le azioni per tutelare nel processo gli interessi dei propri iscritti”.

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