09 febbraio 2016 | 11:20

I giornali faranno la fine delle birre, secondo l’editore Ruggeri: diversi i brand, identici prezzo e contenuti. Ma con meno addetti e lavori più poveri

I giornali faranno la fine delle birre, per le quali, dopo una stagione di consolidamenti fra grandi società, sono rimasti solo i marchi a distinguerle, mentre il liquido bevuto è divenuto lo stesso, come identiche sono le reti distributive e le politiche di prezzo. Eccezion fatta per le birre artigianali. A scriverlo è l’editore di Grantorino libri ed ex dirigente Fiat, Riccardo Ruggeri, su ItaliaOggi.

Il destino dei giornali “lo vedo segnato”, scrive Ruggeri, precisando di non credere “alle tesi catastrofiste oggi prevalenti. È evidente che il ceocapitalism – aggiunge – essendo al contempo tavola della legge e tavola pitagorica del potere, pretende che i grandi comparti di business, pubblico e privato, siano focalizzati per raggiungere un modello duale, stile Airbus-Boeing, ove la competizione sia a priori esclusa”.

Motivo per cui, prosegue Ruggeri, “a chi fosse interessato a fare paralleli, suggerisco di studiare l’interessante processo di concentrazione-fusione del business delle birre”. Dove, “dopo i recenti consolidamenti, sono rimasti i marchi, le etichette che ci ricordano la nostra giovinezza, ma il liquido è diventato lo stesso, stesse le reti distributive, stesse le politiche prezzi: solo meno addetti, lavori più poveri, minor qualità”.

Mentre i “giovani colleghi”, giornalisti, stanno seduti “alle postazioni web costretti a un frenetico ‘copiaincolla’ di agenzie che li trasforma in autentici brasseur del Nulla”.

“Lo stesso avverrà per i giornali?”, si domanda Ruggeri, secondo cui “rimarranno i loghi delle grandi testate, ma via via, raschiando il fondo del barile per ricuperare costi, praticheranno centralizzazioni selvagge, osceni maquillage, il marketing si farà estremo, soprattutto staranno alla larga da qualsiasi gusto o tendenza appena un po’ radicale”.

“Il giornale non sarà più il nobile portatore di libertà, ma un prodotto patinato di bell’aspetto, con la stessa dignità di una lattina di birra”, conclude il ragionamento Ruggeri, che lamenta il fatto di cercare, “con più giornali, di farne uno, ma non ci riesco, non mi trasferiscono più emozioni, neppure suggestioni”.

Se non altro, fa notare Ruggeri, “questi processi di successivi consolidamenti, nel caso delle birre, hanno fatto nascere, di contro, molte birre artigianali”.