09 febbraio 2016 | 17:55

La professione giornalistica non avrà futuro se non sarà capace di autoriformarsi, dice il presidente uscente dell’Inpgi, Camporese. In Italia cambiamenti come in nessun altro Paese

“La professione giornalistica non avrà futuro se non sarà capace di autoriformarsi”. Lo ha detto oggi a Bolzano il presidente uscente dell’Inpgi Andrea Camporese, incontrando a Bolzano la consulta del sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige. “Tutti i fondamentali”, ha aggiunto, “sono cambiati come in nessun altro settore del Paese, tenendo conto delle trasformazioni di natura tecnologica ed editoriale. Oggi l’Inpgi assiste per prestazioni pensionistiche e sociali un numero di giornalisti pari a quello degli attivi. In questo contesto non serve l’aspirina ma nemmeno un farmaco che stronchi la categoria. Serve una grande capacità di scelta, un grande coraggio”. Camporese, secondo quanto si legge sull’agenzia Ansa, ha ricordato che i ministeri vigilanti hanno approvato le misure economiche della riforma, sospendendo quelle previdenziali.

Andrea Camporese

Andrea Camporese (foto Olycom)

“Al prossimo cda spetterà fare scelte importanti”. L’altra sfida riguarda invece il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti. “Il nuovo contratto deve contenere la sfida dell’inclusione”, ha sottolineato il presidente Inpgi, auspicando l’ingresso di diecimila giornalisti nel perimetro contrattuale. Camporese ha ricordato inoltre le 900 nuove assunzioni, grazie agli sgravi previdenziali “che sono una bella cifra, ma che va confrontata con i 3.000 posti di lavoro persi. Dalle nuove assunzioni si deciderà, se la riforma Inpgi sarà più o meno dura”, ha concluso.