10 febbraio 2016 | 18:40

Verdelli in Commissione di Vigilanza: i cittadini sono i veri padroni della Rai. Il servizio pubblico deve risintonizzarsi sui loro bisogni informativi

“Sono in Rai da appena un mese e sto studiando perché questa è un’azienda molto grande”. Il direttore editoriale per l’offerta informativa, Carlo Verdelli, oggi in audizione con il dg Rai Campo Dall’Orto in Commissione di Vigilanza, per la prima volta da quando ha assunto il nuovo incarico, ha parlato del suo ruolo in Rai e del suo compito di accompagnare il servizio pubblico nel cammino per diventare una digital media company.“Il mondo è cambiato in maniera irreversibile. Non si può ragionare di informazione in assenza di un confronto con quello che accade nel mondo. Ho avuto come maestro Montanelli che diceva: l’unico mio padrone è il lettore. Quando ho accettato di andare in Rai, ho pensato a questa frase di Montanelli. Per la prima volta sono venuto a lavorare in un’azienda pubblica. La Rai sono i cittadini italiani. Il fatto che il canone venga reso un pochino più obbligatorio rende più gravosa la responsabilità dei dirigenti, che già era piena. I cittadini hanno il diritto di non sapere, di non capire e di non ricordare. Rispetto a 20 anni fa il cittadino ha infinite fonti di informazione e ha diritto alla spiegazione”.

Carlo Verdelli (foto Olycom)

Entrando nello specifico del suo ruolo Verdelli ha detto: “Non mi preoccupa il problema del ‘fatta salva l’autonomia dei direttori’. Non sono qui a costringere nessuno, rispetterò l’autonomia dei direttori, ma loro rispetteranno l’interesse principale che è quello di far parte di un’azienda che è uguale per tutti”. “Il lavoro che mi piacerebbe fare con loro, direttori, conduttori dei programmi, direttori dei telegiornali, persone che si occuperanno dell’informazione digitale e sui social network, è dare una mano perchè questa parte importante dell’azienda scavalchi le montagne della modernità, perchè non c’e’ alternativa”, ha spiegato, ribadendo, secondo quanto si legge sull’agenzia askanews, come la Rai debba “risintonizzarsi con i bisogni informativi che hanno i cittadini nel 2016 che sono diversi da quelli del 2010 o del 2000″.

“Il mestiere del giornalista è un mestiere contadino, quando butti un mese non viene fuori subito un baobab ma una piantina, poi raccogli i frutti. Ora sto studiando, sto buttando i primi semini”.