10 febbraio 2016 | 17:29

Il New York Times lancia un sito di news in spagnolo. Polgreen, deputy international editor: vogliamo che la gente consideri il giornale una parte importante della sua vita

L’8 febbraio il New York Times ha lanciato la versione spagnola del suo sito, con l’evidente scopo, spiega NiemanLab di ampliare la sua audience a livello internazionale.
Non è la prima volta che un giornale cerca di aprirsi oltre i confini del proprio Paese di nascita. Anzi, stando a guardare le testate che già lo fanno questa sembra essere una tendenza tipica dei media inglesi e americani. Come per il Guardian che ha lanciato delle redazioni in America e in Australia, il Times di Londra che ha da poco creato una app pensata per un pubblico internazionale, o ancora siti come BuzzFeed e Mashable.
Lo stesso Times in passato ha già sperimentato iniziative di questo genere, come nel 2012, quando aveva lanciato una versione cinese del suo sito, prontamente bloccata dal governo di Pechino. Dall’anno scorso ha cominciato a postare news su WeChat in inglese e cinese, mentre sono naufragati i progetti di aprire un sito in portoghese, così come nel 2014 si è interrotta dopo tre anni l’avventura del blog India Ink.
E ora la decisione di puntare sullo spagnolo, lingua che, stando ai dati diffusi dal governo iberico, è parlata da più di 550 milioni di persone in tutto il mondo, con un sito e una news letter due volte a settimana.

Per il momento completamente gratuito, il sito, che punterà a coinvolgere soprattutto lettori messicani, colombiani, argentini e spagnoli, senza però escludere gli ispanici negli Usa, proporrà una serie di articoli tradotti dalla versione americana, ai quali potranno aggiungersi, una volta compresi gli interessi dei lettori anche storie originali, legate al mondo spagnolo, come ha spiegato Lydia Polgreen, deputy international editor, che ha supervisionato il progetto. “Vogliamo che la gente consideri il Times come una parte importante della sua vita”.

Direttore editoriale del sito è Elias Lopez e con lui un team con base a Città del Messico, composto inizialmente da sei giornalisti, tutti di madrelingua spagnola, provenienti sia dalla Spagna che dall’America Latina, con i quali collaboreranno anche gli inviati del giornale. “Abbiamo voluto costruire uno staff che attraversa tutto il mondo ispanico. La nostra speranza è quella di esprimerci con toni e linguaggi che possano essere accessibili a tutti”, ha spiegato ancora Polgreen, sottolineando come la sicurezza di essere capiti in Messico come in Colombia sia garanzia di creare traduzioni di alta qualità.