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11 febbraio 2016 | 13:44

Sono i millenials i protagonisti del consumo di beni di lusso. Con 2,3 miliardi di persone rappresentano il 6° continente. I dati di Fondazione Altagamma (INFOGRAFICHE)

Sono i millenials i protagonisti del consumo di alto di gamma. I cinesi si confermano la prima nazionalità di consumatori e Milano cresce nella classifica delle città preferite dal target. Presentati a Milano, nel corso del convegno “Altagamma Consumer and Retail Insight”, la terza edizione del True Luxury Global Consumer Insight, condotto con Boston Consulting Group, e l’Altagamma Retail Evolutioncondotto con Exane Bnp Paribas giunto alla sua terza edizione.

Come spiegano i due studi, i millenials, ovvero quella generazione compresa tra chi oggi ha un’età che va dai 18 ai 34 anni, rappresentano 2,3 miliardi di persone, un vero e proprio “sesto continente”, secondo la Fondazione Altagamma. Più della generazione X (1,5 miliardi di persone con età compresa tra i 35 e i 50 anni), dei Baby Boomers (1 miliardo di persone con età tra i 51 e i 65 anni) e dei Silver (600 milioni di persone over 65).

Secondo Fondazione Altagamma, i millenials sono considerano importanti valori come la famiglia, il patriottismo, la religione, l’etica o il benessere, mentre attribuiscono più importanza all’occasioni di festa con amici, ai viaggi e all’avventura, al consumo, all’ottimismo e al fitness e al successo professionale.

Il 66% dei millenials tende a identificarsi con un brand, più dei baby boomers e dei silver (entrambi fermi al 51%).

I millenials poi sono molto più propensi a condividere stati d’animo e pensieri sui social network.

L’indagine True Luxury Global Consumer Insight, invece, a messo in evidenza che, nel complesso, i consumatori di alta gamma nel mondo sono stati nel 2015 400 milioni e hanno speso 845 miliardi di euro, considerando anche i prodotti unbranded, ed escludendo automobili e yachts. Il numero di consumatori totali è previsto crescere fino a 480 milioni nel 2022, quando arriveranno a spendere 1 miliardo e 135 milioni di euro.

Secondo True Luxury Global Consumer Insight, per 2 consumatori su 3 il lusso è definito da valori intrinseci al brand e ai prodotti, i Millennials (età 18-34) sono il presente e soprattutto il futuro del mercato, circa il 28% dei consumatori (Baby Boomers su tutti) è saturo di prodotti di lusso personale e alimenta i fenomeni dello swapping (lo scambio, tramite web, di prodotti, soprattutto per i Millennials) e più del 50% dei consumatori visitano i negozi dei brand preferiti almeno una volta al mese.

Milano guadagna posizioni come destinazione preferita per i consumatori del lusso, attestandosi al 4° posto nel 2015, alle spalle di Parigi, New York e Londra, ma risultando alla terza posizione in classifica tra le città che si intendono visitare nel 2016 per ragioni legate allo shopping di lusso.

Secondo Andrea Illy, presidente di Fondazione Altagamma, “i due studi su Retail e Consumatore Globale si confermano per le imprese due preziosi strumenti di lettura del loro mercato. E’ necessario da una parte ripensare il modello di ottimizzazione dei punti vendita, dall’altro capire in profondità i codici di comportamento delle generazioni vecchie e nuove: le ricerche aiutano ad interpretare motivazioni e comportamenti dei consumatori di un settore evoluto come quello del lusso.”

Per Armando Branchini, vice presidente di Fondazione Altagamma, inoltre, “il nostro settore è in una fase di accelerata evoluzione, che avrà un impatto sul sistema distributivo e i cui i driver principali costituiscono i tre assi del rapporto True Luxury di quest’anno: in primo luogo i Millenials, che stanno dando nuova linfa all’industria, ma nel contempo la stimolano ad un cambiamento profondo. Quindi la crescita della digitalizzazione e il comportamento dei consumatori cinesi. Tutte sfide da affrontare in fretta per le imprese italiane ed europee del lusso”.

Infine, anche per Antonio Achille, partner e managing director di The Boston Consulting Group, responsabile a livello mondo del settore lusso per Bcg: “i millenials sono una chiave importante di lettura di mercato: due miliardi e 300 mila consumatori che saranno il futuro segmento del lusso. Un continente con aspettative, valori, attitudini e linguaggio molto diversi da tutti gli altri”.

Mentre per Luca Solca, managing director global luxury goods di Exane Bnp Paribas, “l’aumento delle aperture dei negozi non è più un significativo driver di crescita per le maggiori marche, ed anche in Cina non sono previste nuove aperture. Contemporaneamente l’aumento dei prezzi non sembra essere una leva utilizzabile dai brand. Ne deriva che le imprese devono insistere sulla dotazione di capitale, sulla disciplina dei costi e sulla desiderabilità delle marche e dei prodotti. Ovviamente insieme allo sviluppo del digitale”.