11 febbraio 2016 | 15:30

Via libera all’accordo Stato-Regioni per lo sviluppo della banda ultralarga. Subito un miliardo e mezzo per i territori trascurati dagli operatori

Via libera all’accordo Stato-Regioni per lo sviluppo della banda ultralarga sul territorio nazionale verso gli obiettivi Eu 2020. Soddisfazione da parte del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che ha detto: “c’è un gap in termini di modernizzazione in questo settore che va assolutamente colmato. La crescita digitale – ha aggiunto – è uno dei presupposti di ogni moderna democrazia ed é una precondizione per migliorare la qualità e la diffusione dell’informazione e della partecipazione, e incentivare lo sviluppo”.

Antonello Giacomelli

Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni

“Ringrazio la commissione agenda digitale della Conferenza delle Regioni, coordinata dalla presidente Serracchiani, per l’importante lavoro svolto, congiuntamente con il Governo, che ha consentito l’unanimità delle Regioni, tenendo insieme le diverse esigenze territoriali”, ha proseguito Bonaccini, come riferisce Mf Dj. “Con questo accordo – ha spiegato – sarà immediatamente disponibile più di un miliardo e mezzo, tendendo conto dei fabbisogni, per affrontare le esigenze delle strutturazione della rete soprattutto nella cosi dette ‘aree bianche’, ovvero in quei territori cosiddetti ‘a rischio fallimento’, ovvero poco attrattivi per gli operatori, creando così le condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili a tutto vantaggio dei cittadini e delle nostre imprese”.

“La Conferenza Stato-Regioni approva l’accordo: 3 miliardi per la banda ultralarga in 7.300 comuni. Finalmente una strategia nazionale, non la somma di piani territoriali”. Lo ha scritto su Twitter il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle tlc, Antonello Giacomelli, commentando l’accordo raggiunto oggi.

Un risultato “importante, perché consentirebbe di far partire parte del piano del governo che riguarda le aree bianche a fallimento di mercato”, il commento in mattinata di Franco Bassanini, presidente di Metroweb, spiegando che proprio per le aree a fallimento di mercato “solo l’apporto di importanti risorse pubbliche come sono i fondi Fesr e Feasr puo’ consentire di finanziare una rete infrastrutturale di nuova generazione che gli investitori privati non hanno interesse a finanziare perche’ il ritorno sugli investimenti e’ del tutto insufficiente”.