L’Usigrai su Anzaldi: un novello ‘epurator’ senza senso della misura. Vigilare sulla Rai vuol dire assicurarne indipendenza, non imporre linea editoriale e organigrammi

“Anche nella critica e nel vestire i panni del novello ‘epurator’ esiste il senso della misura. Che evidentemente, nella sua forsennata ricerca di notorietà, Michele Anzaldi supera ogni giorno di più”. L’UsigRai esprime in una nota il suo punto di vista sui commenti e i giudizi che Michele Anzaldi, segretario della Commissione di Vigilanza Rai, ha espresso sul servizio pubblico, dall’operato di vertici e giornalisti, fino ai contenuti dei programmi.

“Paragonare la trasmissione di immagini pedofile con un servizio di denuncia della tossicodipendenza qualifica chi lo fa. ‘Illuminare le periferie’ vuol dire anche ricordare e mostrare realtà scomode”, scrive l’esecutivo nella nota.

Vittorio di Trapan, Segretario Generale Usigrai (Europaquotidiano.it)

”Un motivo in più per cestinare il suo quotidiano elenco dei tg da punire, dei conduttori da cacciare, dei direttori da licenziare: dal conduttore di Ballarò al Tg3, passando per i direttori di RaiTre e di RaiSport”.

“Speriamo che presto qualcuno spieghi ad Anzaldi che vigilare sulla Rai vuol dire assicurarne autonomia e indipendenza, non provare a imporne linea editoriale e organigrammi”.

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