Comunicazione, New media

12 febbraio 2016 | 14:13

Cadute dall’alto e annegamenti le principali cause di morti provocate dai selfie. L’India il Paese con più decessi all’attivo (INFOGRAFICA)

Selfie a tutti i costi, fino a mettere a rischio la propria incolumità. Che scattarsi foto da condividere poi sui propri profili social sia diventata una mania è ormai sotto gli occhi di tutti. Basta guardare solo il numero di volte in cui la parola è menzionata su Instagram, il social fotografico per eccellenza, dove apparirebbe in più di 50 milioni di post, accompagnato dall’immancabile hashtag. Meno scontata è invece la consapevolezza che con questi scatti si possa mettere a repentaglio la vita.

Secondo il sito Pricenomics, negli ultimi tre anni sono stati 49 gli incidenti mortali note messi in collegamento con i selfie, che hanno coinvolto persone di età compresa tra i 14 e i 32 anni, in prevalenza uomini (36 decessi).

Statista, partendo da questi dati, ha elaborato delle infografiche che raccontano quali sono le principali situazioni in cui si sono verificate queste morti e in quali Paesi si sono registrati più decessi.

La prima causa è rappresentata dalle cadute dall’alto, da scogliere o palazzi (16), che si contendono il triste primato con gli annegamenti (14). Otto le morti riconducibili a scatti sui binari, durante l’arrivo di treni. Quattro sono le morti legate all’uso di armi da fuoco, mentre solo una è da imputarsi agli animali.

A guidare la classifica dei Paesi in cui si sono registrati decessi da selfie è l’India, con 19 morti. Alle sue spalle Russia (7), Stati Uniti (5). Al quarto posto Spagna e Filippine (4); seguono Portogallo e Indonesia (2). Chiudono la classifica Sud Africa, Romania, Pakistan, Messico, Cina e Italia, con 1 decesso registrato.