15 febbraio 2016 | 8:59

Parte stasera su Raitre alle 20,30 con Fazio la striscia quotidiana ‘Quasi quasi Rischiatutto’, poi il vero programma il 21 e 22 aprile. Il ‘Signor no’: stessa impostazione, cambiano i toni

(Qn) Da oggi torna “Rischiatutto”, o almeno torna una striscia quotidiana in onda ogni giorno su Raitré alle 20,30: si tratta di “Quasi quasi Rischiatutto – Prova pulsante”, insomma i provini. Il programma vero e proprio andrà in onda il 21 e 22 aprile su Raiuno, per ripetersi (forse) in autunno. Accanto a Fabio Fazio ci sarà Ludovico Peregrini, leggendario ‘Signor No’.

Ludovico Peregrini

Ludovico Peregrini

Ludovico Peregrini, cosa cambierà e cosa ci sarà di nuovo?

«L’impostazione è la stessa. Abbiamo preso il meccanismo del gioco con rispetto, senza cambiare nulla. Casomai è un po’ mutato il tono delle domande e degli argomenti. Una volta gli argomenti erano molto seri. Oggi invece abbiamo dato grande spazio all’attualità. Ci siamo detti: togliamo un po’ di polvere, un po’ di noia. Abbiamo reso le cose più leggere, più giovani.»

Pare di capire che ci sarà un po’ meno nozionismo…

«Meno nozionismo e soprattutto uno sguardo più attento all’attualità, a quello che si svolge sotto i nostri occhi, lasciando perdere certe categorie del passato.»

Ci faccia qualche esempio per capire meglio…

«Se si tratta della Grecia possiamo accennare a Socrate, al Partenone, ma anche ai migranti che sbarcano a Lesbo. Capisce? Più attenzione all’attualità, a quello che si legge tutti i giorni sul giornale».

Fabio Fazio e Mike Bongiorno: due personalità molto diverse. C’è qualche tratto in comune?

«Le cose che hanno in comune sono una grande serietà sul lavoro e grande attenzione per i gusti del pubblico. Le differenze? Mike era, diciamo così, più serio. Fazio ha un modo di fare più giocoso. Mike diceva che il Rischiatutto era la santa messa, con una liturgia precisa che non si doveva toccare. Ecco: oggi la santa messa non c’è più, c’è maggiore giocosità, più ironia».

E veniamo al punto dolente: lei dirà ancora molti no?

«Credo che il giudice di una gara in cui si vincono tanti soldi debba essere non severo ma giusto. Per rallegrare la mia immagine di ‘signor No’ io dico sempre che dire no a un concorrente significa in realtà dire sì agli altri due».

Ci racconta qualche aneddoto su Mike?

«Mi ricordo che quando c’era un campione di quelli bravi, Mike gli raccomandava sempre di fare ‘la vita dell’atleta’: mangiare bene, andare a letto presto, non distrarsi, non badare troppo alle domande dei giornalisti he avrebbero potuto confonderli… Insomma Mike aveva verso di loro un atteggiamento di grande protezione.»

Avete già trovato i nuovi Massimo Inardi, le nuove Giuliana Longari?

«Diciamo che è più difficile trovare persone con un bagaglio culturale molto ricco. Più difficile da trovare perché la cultura anche nozionistica oggi è meno utile. Abbiamo però trovato delle persone che hanno grandi passioni. Nella parte dedicata alle domande sulle materie portate dal concorrente abbiamo trovato delle persone molto preparate, per esempio su musica classica, storia, Juventus, il cinema di Hollywood».

Mi sta dicendo che è molto più difficile trovare concorrenti che abbiano una cultura enciclopedica?

«Non si tratta di un livello inferiore di cultura, ma diverso. Ormai pochissimi sono interessati ad andare indietro nel tempo. Perché studiare quando basta andare su Wikipedia per sapere tutto quello che serve? Ci sono degli argomenti completamente abbandonati, per esempio la mitologia greca, o la religione: non esistono proprio più. Una volta se qualcuno non avesse saputo tutto su Giulio Cesare sarebbe stato uno scandalo, oggi non si sa niente di Giulio Cesare ma magari tutto su Obama o Angela Merkel. Con Fabio Fazio ci siamo chiesti: ma la cultura serve ancora? E ci siamo risposti: la cultura serve a capire il presente».