15 febbraio 2016 | 10:52

È l’informazione verticale l’alternativa al flusso continuo delle notizie sul web, dice il direttore di SkyTg24, Sarah Varetto. Bene il touch screen, no alle immagini splatter in tv

Informazione verticale e approfondita per raccontare “le storie più importanti”, quelle “che interessano davvero le persone”, coinvolgendo “tutte le piattaforme: le app, il sito, gli strumenti social”, ma senza mai ricorrere a “immagini scioccanti”. Così Sarah Varetto, direttore di SkyTg24, ha descritto al sito TvZap del Gruppo Editoriale L’Espresso, la natura del canale che, dallo scorso 30 gennaio, è sbarcato sul tasto 50 del digitale terrestre, dove “saremo presenti con la completa programmazione che va in onda anche su Sky” ai canali 100 e 500 del decoder o su skytg24.it.

Sarah Varetto (foto Olycom)

Sarah Varetto (foto Olycom)

“Mentre sul canale 27, che tra poco abbandoneremo, c’era una programmazione semigeneralista, al canale 50 potremo trovare tutta l’informazione 24 ore al giorno, con i nostri tg, approfondimenti, inchieste, reportage”, ha illustrato Varetto.

Un’offerta che “negli ultimi due anni è molto cambiata, visto che lavoriamo molto più in verticale”, spiega il direttore di SkyTg24, perché “oggi ormai per avere le ultime notizie non devi più aspettare il telegiornale, né quello canonico nè quello dei canali all news. Basta sfogliare una pagina web”. Ed “è cambiato l’approccio”.

Da qui la decisione di concentrarsi sul “racconto di quelle che sono le storie più importanti, che interessano davvero le persone, che si cercano di coinvolgere attraverso tutte le piattaforme: le app, il sito, gli strumenti social sempre più presenti nella narrazione del quotidiano”.

“Innovazione ma che in realtà è anche un ritorno al passato”, ha aggiunto Varetto, “il racconto delle notizie attraverso le storie, attraverso i protagonisti, un approccio verticale che si basa anche molto sull’analisi delle vicende”.

Bene il racconto “attraverso mappe interattive”, “touch screen” e tutti gli “strumenti che la tecnologia ti mette a disposizione”, compreso “l’ausilio di esperti e analisti”. Ma no a “mostrare immagini raccapriccianti” o “scioccanti”. Perché, ha spiegato Varetto, “per raccontare l’orrore non credo che ci si debba guardare dentro”.

Quale rimedio contro il flusso di informazioni che anestetizza il telespettatore, chiede TvZap? “Dettare l’agenda dei fatti”, conclude Varetto.