16 febbraio 2016 | 17:01

Il cervello ci mette solo 13 millisecondi a capire cosa comunica una foto, ecco perchè funzionano così bene i social specializzati come Instagram. “Ma nelle pianificazioni adv domina sempre il video”

di Roberto Borghi – Nell’ultimo anno Instagram è cresciuto a ritmi impressionanti spinto in particolare dall’Europa e dall’Asia, tant’è che il 75% dei suoi account sono fuori dagli Usa. A muovere un così grande interesse per il social network che fa capo al colosso Facebook, è la straordinaria forza delle immagini. “Funzionano perchè il nostro cervello le interpreta molto più velocemente delle parole”, spiega il sales manager Alberto Mazzieri, “per l’esattezza ci mette 13 millisecondi a capire cosa comunica un’immagine e se ci piace”.
Altra caratteristica interessante di Instagram, e in generale dei social network specializzati nelle immagini, è che quasi sempre si seguono account che non conosciamo personalmente. Come dire che i legami non contano, ma solo interessi e contenuti condivisi.

Stefano Cirillo e Alberto Mazzeri

Stefano Cirillo e Alberto Mazzeri

Lo scenario è stato tracciato oggi nella sede milanese di Instagram dove sono state raccontati anche i feedback delle prime esperienze pubblicitarie della piattaforma che presto avrà tutte le potenzialità di gestione autonoma dell’adv che ha già Facebook. “Le campagne combinate Facebook e Instagram garantiscono significativi incrementi del Roi perchè il sistema ottimizza una serie di fattori come il ‘cost per views’”, spiega Mazzeri secondo cui “il video è e resta il mezzo principe delle pianificazioni digitali, quello attorno a cui vengono realizzate gran parte delle campagne”. Non a caso Instagram, dopo aver accolto video di 15 secondi, poi di trenta, adesso ha aperto ai sessanta secondi. “Gran parte dei video vengono visti scorrendo la timeline, quindi senza audio. E’ duqnue fondamentale che le primissime immagini siano subito efficacissime”.
Instagram naturalmente monitora l’efficacia dell’adv. “Le campagne sulla piattaforma possono essere valutate in base alla ‘reach’, ossia al numero di persone raggiunte; ‘resonance’, valutare l’impatto sulla percezione del brand, ‘reaction’ cioè la forza nell’indurre a compiere un’azione”, dice l’analista Stefano Cirillo.

La crescita di Instagram