17 febbraio 2016 | 11:37

L’Economist vuole raddoppiare i ricavi da diffusione globale in 5 anni, dice il cmo Michael Brunt. Obiettivo più lettori online e costi ridotti per l’edizione cartacea. No agli aggregatori di notizie

L’Economist aspira a raddoppiare i ricavi da diffusione globale nel giro di cinque anni. Lo ha detto Michael Brunt, chief marketing officer and managing director, global circulation del settimanale londinese, come riporta il sito Digiday.

Per farlo, l’Economist, che ha chiuso il 2015 con un fatturato complessivo pari a 330 milioni di sterline e margini di profitto tra il 18 e il 20% negli ultimi 5 anni, deve aumentare, secondo quanto riportato da Digiday, il numero di abbonati in digitale e ridurre i costi dell’edizione cartacea portando sempre più lettori a spostarsi verso il digitale, riducendo il costo di ogni nuovo abbonato sottoscritto.

Michael Brunt, cmo and managing director, global circulation dell’Economist (Foto: Twitter)

La diffusione globale online 2015, ricorda Digiday, è cresciuta del 30,8% superando i 300 mila abbonati, un numero, spiega Digiday, tuttavia, ancora lontano dal livello di saturazione del mercato.

In particolare, secondo Digiday, l’Economist potrebbe fare molto di più in numeri nei mercati Usa, dove il tasso di penetrazione e la metà di quello del Regno Unito, e in Asia dove i margini di crescita sono notevoli.

Per quanto riguarda gli abbonati all’edizione cartacea sono 1,3 milioni in tutto il mondo.

Da notare che l’Economist ha tagliato 100mila copie regalate agli hotel e alle compagnie aeree per risparmiare sui costi, decisione che si è fatta sentire sull’adv, che ne ha risentito.

L’Economist, riferisce Digiday, è diffidente nei confronti di app aggregatori di notizie, come Apple News, ma vede di buon occhio la sua app di news quotidiana ‘Espresso’ che consente di accedere a notizie per 2,29 sterline al mese e ogni giorno ha 1,1 milioni di download, con 200mila lettori a settimana. Il 40% degli abbonati accede regolarmente a ‘Espresso’.