19 febbraio 2016 | 18:30

Vivendi pronta a partecipare ai consolidamenti nel settore media in Italia, dice l’ad de Puyfontaine. E intanto torna l’ipotesi di un accordo con Mediaset per Premium

Il 2015 si è chiuso per Vivendi con un utile netto da 1,932 miliardi di euro, in calo di oltre il 59% confrontato con l’esercizio precedente in cui erano state realizzate importanti plusvalenze per cessioni di asset. Il fatturato è cresciuto del 6,7% a 10,762 miliardi e l’Ebit del 67,2% a 1,231 miliardi, tutti risultati in linea con le attese. Unica pecca le reti Canal+ in Francia che, spiega una nota del gruppo diramata il 18 febbraio, da quattro anni registrano perdite e una continua diminuzione nel numero di abbonati.

Arnaud de Puyfontaine, ad di Vivendi (foto Olycom)

Passando in rassegna le varie partecipazioni e attività del gruppo, Arnaud De Puyfontaine si è soffermato sul valore che per Vivendi ha l’investimento in Telecom Italia. “Siamo investitori a lungo termine”, ha detto l’ad della media company francese, che nella telco italiana ha una partecipazione di poco superiore al 21%, anche se in molti parlano di progetti per incrementarla, salendo al 24%. Il manager, durante la presentazione dei risultati, ha ricordato di voler “accompagnare la più grande compagnia di telecomunicazioni in Italia nel suo progetto di sviluppo a lungo termine”, e si è soffermato sul tema della distribuzione di contenuti e sul rafforzamento delle attività nel campo video, music, gaming e publishing segnalato dalla stessa Telecom Italia nel suo piano triennale come uno dei focus su quali concentrarsi in futuro. Un impegno che, ha concluso l’ad, serve anche per mantener  una presenza “in un mercato con cui condividiamo le stesse radici latine”, eper essere un attore nel mercato italiano ed eventualmente “prendere parte a ogni possibile consolidamento del settore dei media”.

Intanto riprendono a circolare con insistenza le voci sulla creazione di un asse Mediaset e Vivendi per Premium. Secondo ‘Il Sole’ ci sarebbe pronto un dossier con i francesi che rileverebbero la piattaforma, che Radiocor a luglio, mai smentita da Mediaset, aveva stimato con un valore di 1,1 miliardo di euro, pagandola  in parte cash, e in parte in azioni. Dalle parti in causa al momento nessuna conferma, dice il quotidiano, che però delinea gli scenari che si potrebbero sviluppare con una ccordo di questo tipo, con Vivendi, vista la convergenza tra operatori di tlc e società media nel mercato audiovisivo, sempre più proiettata “a diventare la prima media company del sud Europa”, andando ad opporsi al polo creato da Murdoch in Europa con Sky.

‘Il Sole’ parla di una strategia sui contenuti piuttosto chiara in Francia, con Vivendi che starebbe cercando di rafforzare la sua offerta, soprattutto nello sportì, dove deve misurarsi con la concorrenza di operatori come Altice, che detiene i diritti della Premier. In quest’ottica un primo passo sarebbe l’accordo, per ora solo commerciale, con BeIn Sports France, canale sportivo del network qatariota che opera in diversi continenti, dall’America Settentrionale, all’Australia, senza dimenticare Africa e Asia e che al momento detiene i diritti dei massimi campionati francese, italiano, tedesco, e delle competizioni europee per club e nazionali.
“Vivendi potrebbe ripetere lo stesso schema con Premium”, sottolinea il giornale, ricordando come, sempre sul fronte contenuti, in Italia la compagnia starebbe trattando con Cattleya, la società di produzione che ha firmato serie come ‘Gomorra’ o ‘Romanzo Criminale’. Insomma, conclude il giornale, l’accordo con la società di Bollorè, con cui i Berlusconi hanno rapporti di lunga data, potrebbe essere “un esito naturale dell’evoluzione del mercato”.