19 febbraio 2016 | 10:51

Un neonato passato sotto il filo spinato al confine tra Serbia e Ungheria. La foto simbolo del 2015 premiata dal World Press Photo

Una foto in bianco e nero con un bambino passato sotto il filo spinato del confine serbo-ungherese, è lo scatto che ha vinto il World Press Photo 2016. L’istantanea, ‘Speranza di una nuova vita’, è stata scattata dal fotografo indipendente australiano, Warren Richardson, nella notte del 28 agosto 2015, mentre i profughi tentavano di passare sotto il filo spianato tra la città serba di Horgos e Roszke, in Ungheria. Lo stesso fotografo ha raccontato come è nata la foto, parlando di un’attesa di cinque giorni alla frontiera. “Poi è arrivato un gruppo di circa 200 persone che si muovevano lungo la recinzione sotto gli alberi. Passavano prima i bambini e le donne, poi gli anziani e gli uomini”. “Per ore abbiamo giocato al gatto e al topo con la polizia”, spiegando poi di aver scattato la foto al chiaro di luna, alle tre di notte, senza poter usare il flash per evitare che il gruppo venisse scoperto dalle forze dell’ordine.

 

Il dramma dei migranti, nell’esodo dell’estate, scorsa appare in molte delle immagini premiate anche nella categoria ‘General News’. “Ma quando abbiamo visto questa foto, abbiamo subito capito che era importante”, ha spiega Francis Kohn, presidente della giuria e photo director dell’Agenzia France Presse, definendo lo scatto classico ma senza tempo.  “E’ un’immagine potente proprio per la sua semplicità, e il simbolismo del filo spinato. Abbiamo pensato che avesse tutto per dare una visione forte di quanto sta accadendo per i rifugiati”.

Al concorso di quest’anno, giunto alla 59esima edizione hanno partecipato 5.775 fotografi, provenienti da 128 Paesi diveri. Tra i riconoscimenti assegnati nelle 8 categorie in cui è suddiviso il concorso, sono stati premiati anche due italiani. Francesco Zizola, fotogiornalista e membro fondatore dell’agenzia fotografica Noor, con gli scatti dal titolo ‘In the same boat’ si è aggiudicato il secondo premio nella categoria ‘Contemporary Issues’. Nelle sue istantanee in bianco e nero si vedono 500 migranti stipati su un barcone di legno che lascia le coste della Libia per arrivare in Italia. I suoi scatti sono stati fatti nell’agosto 2015. ‘Lost family portrait’ è, invece, il titolo della fotografia di Dario Mitidieri, classificatosi terzo nella categoria ‘People’. La foto, scattata nel dicembre 2015, racconta il dramma di una delle tante famiglie di rifugiati siriani in un campo della Valle della Bekaa, in Libano . Sulla scena, accanto a tre donne e un bambino c’e’ una sedia vuota che rappresenta la perdita di uno dei componenti della famiglia.