23 febbraio 2016 | 18:12

Con l’operazione Rcs Libri non abbiamo aggredito il mercato, dice l’ad di Mondadori Mauri, confermando l’ipotesi di cessione di Bompiani e Marsilio dopo l’istruttoria Antitrust

“L’istruttoria Antitrust è in corso, c’è l’ipotesi della dismissione di Marsilio e Bompiani per una quota di mercato che vale il 3%”. Lo ha detto Ernesto Mauri, a 2Next Economia e futuro, in onda stasera su Raidue, confermando le voci che circolano da diversi giorni sulla stampa.L’ad del gruppo Mondadori ha precisato che quando è stato firmato l’accordo per l’acquisizione di Rcs Libri “abbiamo preso il rischio di ridurre il perimetro. Ce ne faremo una ragione”.

Riferendosi a Bompiani, Mauri lo ha definito “un marchio molto bello e tutti mi hanno telefonato perché lo vogliono”. “Qualora l’Antitrust decidesse per la cessione di Bompiani”, Mauri ha detto di aspettarsi un ritorno in Bompiani da parte di quegli autori confluiti nella Nave di Teseo. Quanto a Marsilio, Mauri ha confermato l’interesse di Cesare De Michelis.

Ernesto mauri (foto Olycom)

Parlando dell’audizione in programma domani all’Antitrust Mauri ha affermato: “dirò che l’acquisizione di Rcs Libri avrebbe dovuto favorire il mercato”. “Dal 2008 Mondadori ha perso quote di mercato”, passando dal 31% al 25%; “con l’acquisizione saremmo saliti al 35%”, ha spiegato, sottolineando che “non abbiamo aggredito il mercato e abbiamo messo in pratica rimedi per proteggere tutta la filiera”. “La nostra volontà è dare uno sbocco internazionale a Mondadori”.

In merito alle indiscrezioni sulla volontà del gruppo Mondadori di vendere la società una volta acquisita Rcs Libri a operatori stranieri Mauri ha detto: “Sono operazioni che dipendono dall’azionista e l’azionista non ne ha mai parlato”. Qualora andasse in porto l’operazione Rcs, il manager ha ribadito che “verrà mantenuta l’autonomia editoriale delle singole case editrici, ma la logica è che ci sia una testa unica al comando. Il modello sono le case editrici internazionali”. “La Mondadori resterà comunque nella sede di Segrate, con la parte scolastica nell’attuale destinazione”.

“Con l’avvento del digitale e la crisi economica abbiamo assistito a un dimezzamento del nostro mercato di riferimento, soprattutto per i periodici, ha poi aggiunto. Purtroppo l’azienda ha avuto un tracollo ed è logico adeguare i costi ai ricavi ma quella fase è finita e ora stiamo investendo”. Per quanto riguarda i periodici – ha proseguito – la gente si sposta sul digitale, bisogna seguire le nuove abitudini e adeguarsi al nuovo linguaggio, puntando sul brand”. Mauri ha aggiunto che “in un paese dove si legge poco come l’Italia, spingere alla lettura dovrebbe essere al centro dell’agenda del governo. Mi auguro che i nuovi direttori Rai – ha aggiunto – mettano al centro i libri, in modo tale che possa venir fuori qualcosa. Non leggere – ha concluso – è un male per la nazione”.